Meteo
«Un anno di stupidaggini dette e scritte sul progetto»
lucca. Mille posti auto, appartamenti sociali, spazi per la cultura. Questa la proposta di Italia Viva Lucca per la Manifattura. Il partito di Renzi non ha mai espresso pareri sulla proposta di Coima. «Non essendo in consiglio comunale e quindi non a conoscenza dei documenti ufficiali, abbiamo preferito dare il nostro convinto assenso alla rigenerazione urbana della Manifattura sud - spiega Francesco Colucci di Italia Viva –. Confrontandoci con il presidente della Fondazione Crl Marcello Bertocchini, quest’ultimo non ha escluso in blocco la nostra proposta. Ma pone il gravoso dilemma temporale, legato al trasferimento Tagetik, esiziale per l’intervento proposto».
Il confronto tra Italia Viva e Bertocchini si è svolto in toni molto distesi. «La struttura dell’operazione – ha spiegato il presidente della Fondazione Crl – è stata esposta chiaramente fin dal febbraio 2020. Forse abbiamo dato per scontato che si sapesse cosa sono un “fondo comune di investimento di tipo chiuso” e una “società di gestione del risparmio”, o che chi non lo avesse saputo (cosa più che lecita) si fosse informato e documentato prima di scrivere e parlare. A proposito delle sue valutazioni circa il continuo miglioramento dell’offerta, preciso che a ora si parla del solo project, unica operazione al momento sul tavolo. La riduzione a 40 anni della durata della concessione è dovuta al venir meno delle spese destinate all’intervento del baluardo San Paolino e anche su questo tema, quante stupidaggini sono state dette! L’operazione di project, finanziariamente parlando, è proposta a un tasso di rendimento più basso rispetto a quello che sarebbe richiesto da un operatore “di mercato”. La Fondazione ha accettato questa condizione, perché è sua missione intervenire a sostegno del territorio non solo con le erogazioni, ma entro certi limiti anche con il proprio patrimonio. L’originario rendimento del 7% era già un’ottima proposta. Si è poi scesi al 5%, dopo non poco dibattito interno. Se il Comune avesse accettato il 7%, il fondo avrebbe ottenuto più entrate annue per 300.000 euro, somma che il fondo avrebbe riconosciuto, al netto del 26% di imposta, alla Fondazione, che a sua volta, al netto del 20% di riserva obbligatoria, avrebbe potuto aumentare le erogazioni annue di 175.000 euro».
Bertocchini si è poi soffermato sull’urgenza delle decisioni: «È legata solo al fatto che Wolters Kluver, multinazionale in cui è confluita Tagetik, è disposta a prendere in locazione ampi spazi dell’immobile a patto che si possa consegnare entro una data ben precisa la parte dell’immobile oggetto del project. Il cronoprogramma è sempre più stretto. Il rischio che corriamo è che Wolters Kluver, multinazionale poco avvezza ai tentennamenti troppo spesso usati nel nostro Paese e causa principale della disaffezione di investitori stranieri, si chiami fuori e in tal caso la Fondazione si ritirerebbe. Possiamo rinviare? Certo, a condizione che si trovi un sostituto di Wolters Kluver con le stesse sue caratteristiche e pari affidabilità, cioè condizioni pressoché inesistenti, una chimera». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google