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«Noi, assediati dai camion»: a Balbano scatta la petizione

Federica Scintu
«Noi, assediati dai camion»: a Balbano scatta la petizione

Oltre 70 firme a corredo di una lettera-denuncia inviata al sindaco e alla procura. I tir trasportano detriti alla cava di Batano di Varia passando da via della Stazione

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LUCCA. Gli abitanti di Balbano sono esasperati. Dal passaggio quotidiano dei camion che trasportano detriti nella cava Batano e dai disagi che questo comporta. Le strade sono dissestate e strette, i marciapiedi di fatto inesistenti. E chi si deve muovere a piedi ha paura, perché i mezzi pesanti procedono anche ad alta velocità. Poi il numero dei passaggi dei tir che, alcune volte, sempre secondo quanto segnalano gli abitanti ha raggiunto le venti volte al giorno. E ancora. La cava, «trasformata in una discarica per inerti». Con tutto ciò che questo comporta: ovvero la dispersione della polvere nell’aria ad ogni passaggio del camion e la paura che possa rappresentare un pericolo per la salute.

la petizione

Per questo gli abitanti di Balbano e di Castiglioncello – piccolo centro a poca distanza – si sono rivolti al sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini tramite una raccomandata, inviata per conoscenza anche alla Procura, e sottoscritta da oltre 70 persone. La richiesta degli abitanti è che i camion non passino più da via della Stazione. «Si tratta di una strada stretta con una carreggiata larga, per alcuni tratti, meno di quattro metri – si legge nel testo della petizione in riferimento a via della Stazione – con tre ponti a rischio crollo concepiti per il passaggio di carri trainati da animali da tiro, che è vietata al transito dei camion». Sempre gli abitanti poi sottolineano i disagi derivanti dal passaggio di questi mezzi pesanti in strade piuttosto strette con le macchine obbligate a fare lunghi tratti a marcia indietro. «La stradina è immersa nel verde – proseguono – e viene utilizzata da molti ciclisti e pedoni che sono costretti a camminare sulla banchina erbosa a tratti inesistente con pericolo di caduta e incidenti che potrebbero essere anche gravi. Molti autisti poi – continuano ancora – non effettuano manovre correttive di alcun genere e non rallentano in presenza di pedoni». Sempre nel testo della petizione si fa anche riferimento all’assenza di controlli «sul tipo, qualità e quantità dei materiali posti in discarica né sul numero di viaggi giornalieri effettuati dai tir». Nel testo della sottoscrizione infine gli abitanti spiegano i motivi per i quali si oppongono a tutto ciò che ruota attorno alla cava: «per il degrado ambientale di una pregevole zona verde del nostro comune», «per i pericoli che comporta per la salute delle persone», «per l’inquinamento delle acque di falda e di superficie».

la proprietà

La proprietà della cava Batano di Balbano è di una società che fa capo a Stefano Varia, imprenditore edile versiliese, titolare dell’omonima azienda, il quale sottolinea con forza che il sito in questione «non è stato trasformato in alcuna discarica» bensì che «è in corso un ripristino ambientale» – cominciato a luglio 2019 – che porterà alla realizzazione di una struttura turistico-sportiva con la possibilità di fare arrampicata e mountain bike. Per questo progetto la concessione è di 11 anni. «Per quanto riguarda il tragitto – spiega – stiamo seguendo le disposizioni previste nell’autorizzazione del Comune di Lucca che stabiliscono il passaggio dei camion da via della Stazione. Siamo obbligati a passare da lì e più in generale da un percorso specifico. In via della Stazione inoltre la manutenzione è a carico nostro e sistemiamo l’asfalto con una certa frequenza. È una strada in cui passano poche persone e non mi risulta che ci siano disagi al traffico». Secondo quanto prevede la convenzione col Comune, sempre secondo quanto riportato da Varia i viaggi quotidiani devono essere compresi fra 11 e 17 a seconda del mezzo utilizzato per un totale di 50mila metri cubi di materiale da trasportare in un anno. «Alla fine dell’anno il direttore di cava – aggiunge – ha fatto una relazione presentata in Comune e siamo in linea con quanto prescritto sia giornalmente che annualmente». E per quanto riguarda i materiali l’imprenditore dice che si tratta di «materiali riciclati» provenienti dallo stabilimento di sua proprietà, Varia Versilia Ambiente. «I materiali sono controllati alla fonte – conclude – e non consentiamo a nessun altro di conferire materiali. Abbiamo tutte le carte in regola».

Dal Comune fanno sapere che nella settimana subito dopo Pasqua è ci sarà una riunione con gli uffici per analizzare la situazione. Previsti anche dei sopralluoghi per accertare che quanto previsto dalla convenzione venga rispettato.

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