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«Noi, assediati dai camion»: a Balbano scatta la petizione
Oltre 70 firme a corredo di una lettera-denuncia inviata al sindaco e alla procura. I tir trasportano detriti alla cava di Batano di Varia passando da via della Stazione
LUCCA. Gli abitanti di Balbano sono esasperati. Dal passaggio quotidiano dei camion che trasportano detriti nella cava Batano e dai disagi che questo comporta. Le strade sono dissestate e strette, i marciapiedi di fatto inesistenti. E chi si deve muovere a piedi ha paura, perché i mezzi pesanti procedono anche ad alta velocità. Poi il numero dei passaggi dei tir che, alcune volte, sempre secondo quanto segnalano gli abitanti ha raggiunto le venti volte al giorno. E ancora. La cava, «trasformata in una discarica per inerti». Con tutto ciò che questo comporta: ovvero la dispersione della polvere nell’aria ad ogni passaggio del camion e la paura che possa rappresentare un pericolo per la salute.
la petizione
Per questo gli abitanti di Balbano e di Castiglioncello – piccolo centro a poca distanza – si sono rivolti al sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini tramite una raccomandata, inviata per conoscenza anche alla Procura, e sottoscritta da oltre 70 persone. La richiesta degli abitanti è che i camion non passino più da via della Stazione. «Si tratta di una strada stretta con una carreggiata larga, per alcuni tratti, meno di quattro metri – si legge nel testo della petizione in riferimento a via della Stazione – con tre ponti a rischio crollo concepiti per il passaggio di carri trainati da animali da tiro, che è vietata al transito dei camion». Sempre gli abitanti poi sottolineano i disagi derivanti dal passaggio di questi mezzi pesanti in strade piuttosto strette con le macchine obbligate a fare lunghi tratti a marcia indietro. «La stradina è immersa nel verde – proseguono – e viene utilizzata da molti ciclisti e pedoni che sono costretti a camminare sulla banchina erbosa a tratti inesistente con pericolo di caduta e incidenti che potrebbero essere anche gravi. Molti autisti poi – continuano ancora – non effettuano manovre correttive di alcun genere e non rallentano in presenza di pedoni». Sempre nel testo della petizione si fa anche riferimento all’assenza di controlli «sul tipo, qualità e quantità dei materiali posti in discarica né sul numero di viaggi giornalieri effettuati dai tir». Nel testo della sottoscrizione infine gli abitanti spiegano i motivi per i quali si oppongono a tutto ciò che ruota attorno alla cava: «per il degrado ambientale di una pregevole zona verde del nostro comune», «per i pericoli che comporta per la salute delle persone», «per l’inquinamento delle acque di falda e di superficie».
la proprietà
La proprietà della cava Batano di Balbano è di una società che fa capo a Stefano Varia, imprenditore edile versiliese, titolare dell’omonima azienda, il quale sottolinea con forza che il sito in questione «non è stato trasformato in alcuna discarica» bensì che «è in corso un ripristino ambientale» – cominciato a luglio 2019 – che porterà alla realizzazione di una struttura turistico-sportiva con la possibilità di fare arrampicata e mountain bike. Per questo progetto la concessione è di 11 anni. «Per quanto riguarda il tragitto – spiega – stiamo seguendo le disposizioni previste nell’autorizzazione del Comune di Lucca che stabiliscono il passaggio dei camion da via della Stazione. Siamo obbligati a passare da lì e più in generale da un percorso specifico. In via della Stazione inoltre la manutenzione è a carico nostro e sistemiamo l’asfalto con una certa frequenza. È una strada in cui passano poche persone e non mi risulta che ci siano disagi al traffico». Secondo quanto prevede la convenzione col Comune, sempre secondo quanto riportato da Varia i viaggi quotidiani devono essere compresi fra 11 e 17 a seconda del mezzo utilizzato per un totale di 50mila metri cubi di materiale da trasportare in un anno. «Alla fine dell’anno il direttore di cava – aggiunge – ha fatto una relazione presentata in Comune e siamo in linea con quanto prescritto sia giornalmente che annualmente». E per quanto riguarda i materiali l’imprenditore dice che si tratta di «materiali riciclati» provenienti dallo stabilimento di sua proprietà, Varia Versilia Ambiente. «I materiali sono controllati alla fonte – conclude – e non consentiamo a nessun altro di conferire materiali. Abbiamo tutte le carte in regola».
Dal Comune fanno sapere che nella settimana subito dopo Pasqua è ci sarà una riunione con gli uffici per analizzare la situazione. Previsti anche dei sopralluoghi per accertare che quanto previsto dalla convenzione venga rispettato.
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