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Altopascio, primo giorno in zona rossa tra piazze semideserte e negozi vuoti

Luigi Spinosi
Altopascio, primo giorno in zona rossa tra piazze semideserte e negozi vuoti

I divieti sono stati rispettati pure nelle frazioni e in pochi si sono mossi per andare anche nei luoghi dove è consentito

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Luigi Spinosi

ALTOPASCIO. La cosa che più colpiva non era la piazza centrale semideserta, e nemmeno la possibilità di attraversare senza patemi strade che di solito sono invase dalle auto. No, a fare impressione è la facilità con cui si riusciva a parcheggiare in piazza Tripoli e questo alle nove del mattino di un mercoledì, giorno in cui Altopascio a cose normali è un brulicare di persone e di auto. Certo, le cose non sono più normali da quando, e ormai è passato più di un anno, il nostro Paese fu colpito dalla pandemia. Ma anche con le limitazioni imposte con l’arrivo della zona arancione, il rispetto delle regole non impediva un po’ di vitalità, non fosse altro sotto forma di persone che si muovevano in via Cavour diretti ai vari negozi di quella che è la via principale del commercio cittadino. Ieri no. È l’effetto zona rossa che, scattata dalla mezzanotte tra martedì e ieri, resterà in vigore (sperando nel frattempo in un calo dei contagi) almeno fino a domenica.

Parlare di città fantasma sarebbe esagerato, qua e là qualche passante lo si incontrava, delle auto che si muovono c’erano. Ma rispetto al giorno prima pare un altro mondo. Anche le poche attività che potevano restare aperte erano in gran parte vuote, e nonostante gli ingressi contingentati là dove si poteva entrare, non si notavano le file di sovietica memoria che caratterizzarono il primo lockdown. Giusto un paio di persone davanti a una banca, un’altra davanti a uno dei panai del centro, poi niente. Forse a colpire è proprio quest’aspetto: a parte chi doveva lavorare quasi nessuno ieri è uscito di casa, nemmeno per andare dove si poteva. Un esempio eclatante, in un’altra zona della città, era rappresentato dall’ufficio postale. Le Poste in generale, infatti, sono diventate quasi un simbolo dei tanti disagi provocati dal virus alla vita di tutti i giorni, con continue lamentele tra orari ridotti, pochi sportelli e, soprattutto, lunghe code. Ma stavolta, in quella che avrebbe dovuto essere l’ora di punta, c’era appena una persona fuori ad aspettare il proprio turno. E restando in via Leonardo faceva impressione anche il silenzio che si levava dall’istituto comprensivo, da dove di solito arrivavano sin sulla strada le grida allegre dei ragazzi.

Anche il traffico di passaggio era scarso. In alcuni momenti persino in viale Europa, strada a quattro corsie che rappresenta una sorta di circonvallazione del centro, non passava nessuno. Spostandosi nelle frazioni lo scenario non cambiava. Deserto il centro di Spianate, deserto quello di Marginone. Un quadro surreale e, per certi versi, anche paradossale, con i ruoli che si sono invertiti tra le varie aree cittadine: mentre il centro era semivuoto, per trovare del movimento bisognava andare nella zona industriale dove, tra aziende e grande distribuzione, un po’ di vitalità c’era.

Altopascesi ligi alle regole dunque e infatti ieri mattina non sono state infatti riscontrate violazioni da parte della polizia municipale. Forse si tratta di un effetto da primo giorno, quello in cui si è tutti più buoni, in attesa di capire come evolverà la situazione. Oggi, con la parziale apertura del mercato settimanale del giovedì (solo per i generi alimentari) si potrà valutare con più raziocinio quella che sarà la risposta dei cittadini a questa zona rossa. —

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