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Un numero unico per ogni emergenza Da ieri anche a Lucca è in funzione il 112

Luigi Spinosi
Un numero unico per ogni emergenza Da ieri anche a Lucca è in funzione il 112

Ambulanze, forze dell’ordine, vigili del fuoco: risponderanno tutti componendo la stessa cifra. Ecco cosa cambia 

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Luigi Spinosi

lucca. «Ma il 113 è il numero della polizia o dei carabinieri?»: scordatevi questa domanda, e dimenticatevi pure la preoccupazione di fare il centoequalcosa giusto per chiamare i vigili del fuoco o l’ambulanza. D’ora in poi c’è un solo numero, quello sì da ricordare (sperando sempre di non averne mai bisogno). Quel numero è il 112. Sì, lo stesso numero che finora serviva per chiamare i carabinieri (così rispondiamo anche alla domanda iniziale), adesso potrà essere utilizzato per ogni tipo di emergenza

Da ieri (come già avveniva nelle province di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo) che si abbia bisogno di un’ambulanza, di forze dell’ordine o di vigili del fuoco, basterà quella semplice cifra anche nelle province di Lucca e Massa Carrara (e a breve si aggiungerà anche il resto della Toscana).

Si tratta del Nue, acronimo che sta appunto per numero unico dell’emergenza, che è stato presentato ieri dal direttore regionale del 112 Alessio Lubrani. Un sistema che presenta molti vantaggi, come spiegato dallo stesso Lubrani e, nella sua introduzione, dal prefetto di Lucca Francesco Esposito. Vantaggi per chi la chiamata la fa, e per chi la riceve. Intanto c’è il fattore semplicità: un solo numero rende indubbiamente più semplice dare l’allarme in caso di necessità, senza stare a preoccuparsi di ricordarsi il numero giusto. In molti casi poi si tratta di interventi misti, in cui ci può essere contemporaneamente bisogno dell’ambulanza e delle forze dell’ordine, o del personale medico e dei vigili del fuoco: ebbene in quei casi la centrale operativa provvederà ad attivare le squadre di emergenza ad hoc per quel caso. E poi c’è il vantaggio del filtro per gli operatori (e di conseguenza per gli utenti): la centrale operativa del 112 che si trova a Firenze gestirà in proprio le chiamate improprie, quelle che non costituiscono una vera necessità (un esempio: chi chiama solo per avere informazioni di carattere medico). Sulla base dell’esperienza sin qui maturata là dove il 112 è già attivo si stima che circa la metà delle chiamate siano, appunto, improprie. Tutte telefonate che non arriveranno a quelle che sono definite centrali di secondo livello (ossia i centralini del 118, delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco), liberando così gli operatori per i reali bisogni dei cittadini, con vantaggi anche per questi ultimi.

Le chiamate come detto arriveranno al centro operativo di Firenze, il più grande d’Italia, che gestisce il sistema emergenza non solo per la Toscana, ma anche per Umbria e Marche (regione quest’ultima dove si trova la centrale gemella). I tempi di risposta medi sono stati valutati in 2,2 secondi, tempo che negli ultimi tre mesi, si è abbassato sotto la soglia dei due secondi. Il sistema entro l’anno sarà integrato anche con i numeri 117 (guardia di finanza) e 1530 (guardia costiera).

Un numero nuovo arriva, e che ne sarà dei numeri vecchi? Continueranno a funzionare esattamente come adesso («Al momento non è ancora prevista una data per la loro disattivazione», ha spiegato Lubrani), in modo da consentire anche a chi non ha recepito la novità di continuare a chiedere aiuto in caso di bisogno. —

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