Il Tirreno

Lucca

sindacati infuriati: «offesi i lavoratori» 

Pro-Gest, l’azienda conferma gli esuberi di personale

Pro-Gest, l’azienda conferma gli esuberi di personale

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ALTOPASCIO. Esuberi confermati e investimenti ancora nel limbo: resta alta la tensione alla Pro-Gest (l’ex Ondulati Giusti) dove i dipendenti sono tornati a scioperare. A farli infuriare un comunicato dell’azienda in risposta allo sciopero con manifestazione dell’11 marzo. Un comunicato, scrivono i sindacati, che «lascia i lavoratori più risentiti, presi in giro e offesi».

«L’azienda – si legge nella nota sottoscritta da Simone Tesi (Slc Cgil), Fabio Guerri (Fistel Cisl) e dalla Rsu – afferma che non c’è ancora un’idea esatta per la realizzazione degli investimenti, e questo sarebbe il meno, ma nonostante questi riafferma che ci saranno degli esuberi e che ne dovremo parlare. In questi anni, gli esuberi sono stati annunciati diverse volte, poi sono rientrati altrettante, poi si è parlato di assunzioni e poi ancora di eccedenze di posti di lavoro. La proprietà stessa si è resa protagonista di queste giravolte. Oltre a questo, ed è un fatto molto grave, l’azienda plaude alla scelta di spostare l’amministrazione a Treviso, perché, andando a vedere il modo di amministrare degli anni precedenti “c’è veramente da mettersi le mani nei capelli”, come dichiara. Si prova a scaricare sui dipendenti responsabilità che non possono avere, e si offende la professionalità che hanno messo al sevizio dell’azienda per anni. Questo è un tono ravvisabile in diverse parti del comunicato e va a interessare tutti. Il messaggio è: eravate uno stabilimento ormai destinato alla fine, noi vi abbiamo preso per i capelli e salvato. Nessuno si merita questi termini, e non possono esseri questi i contenuti delle risposte alle richieste legittime come quelle che abbiamo fatto. E non c’è bisogno di trattare niente, come offre di fare l’azienda, per avere l’esigibilità di istituti regolamentati dal contratto nazionale».

«Abbiamo sempre detto – riprendono i sindacati – che con una corretta gestione la fabbrica avrebbe ripagato investimenti e sforzi. E infatti in questi ultimi anni sono stati realizzati utili molto significativi in questo stabilimento, grazie sicuramente alla direzione che c’è stata, espressione di un gruppo che vanta professionalità ed esperienza importanti, che ha potuto, però, fare i suoi programmi, sicura di avere a disposizione una grande professionalità e competenza interne, quella delle maestranze che sanno come produrre e vendere carta di qualità, che soddisfi le diverse esigenze di un’ampia e variegata clientela. Nonostante questo, in questi ultimi mesi, con l’arrivo della nuova direzione aziendale, tutto quello che abbiamo fatto, improvvisamente, non ha più valore: i rapporti si sono inspiegabilmente complicati, si dipingono situazioni di crisi che non ci sono e si sottrae ai lavoratori ciò che è loro. L’effetto quale è stato? Aumento delle tensioni interne, si lavora peggio e in condizioni peggiori e gli scioperi sono ripresi. Anche rispetto al comunicato aziendale c’è stata una immediata reazione, con altri scioperi effettuati e l’avvio di altre iniziative che porteranno avanti la mobilitazione e le rivendicazioni legittime». —

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