Il presidio
Il parroco commemora l’agronomo Lunardini stroncato da un malore
lucca. Ha destato profondo cordoglio la scomparsa improvvisa e prematura dell’agronomo Francesco Lunardini, morto sabato mattina per un malore mentre si trovava nell’orto della sua casa a Sant’Anna. Aveva cinquantasette anni.
Lascia nel dolore la moglie Angela Guidi e il figlio Andrea, attorno ai quali fin da subito si sono strette tante persone che conoscevano Francesco Lunardini, la sua professionalità, ma anche la sua bontà e il suo profondo altruismo. Lunardini ha un fratello, l’architetto paesaggista Giuseppe Lunardini.
Non è stato ancora deciso quando si svolgeranno i funerali del professionista scomparso. Con molte probabilità saranno fissati nella giornata di domani, dopo che la salma sarà stata sottoposta ad alcuni accertamenti. Con il passare delle ore si sono moltiplicati i ricordi dedicati all’agronomo Lunardini, che nel corso della sua carriera si era occupato anche per un periodo prolungato dell’Orto Botanico di Lucca e per due anni era stato anche consigliere dell’Opera delle Mura. La sua passione per la botanica era tanto sconfinata quanto la sua competenza. Veniva spesso investito di importanti perizie su patrimoni verdi da salvare, uno tra questi anche il test che fu fatto nel 2018 sullo stato di salute della pineta di ponente di Viareggio prima del suo recupero. Fu Lunardini infatti a svolgere questo compito.
Tra coloro che hanno voluto lasciargli un saluto c’è l’assessora comunale Serena Mammini, che ha scritto di lui: «Francesco, un nostro collaboratore, e anche un amico, una bella persona dall’animo gentile che ci mancherà molto. Ho sempre la sua menta in giardino. Amava gli alberi, il suo lavoro e la nostra città. Mi dispiace tanto».
Lucio Malanca, parroco del centro storico, lo ha ricordato ieri in occasione delle funzioni religiose domenicali che ha celebrato nelle chiese della città. Uno degli ultimi lavori di Francesco Lunardini era stato il ridisegno e il riassetto del giardino sul retro della chiesa di San Pietro Somaldi. «L’erba che aveva scelto per questo giardino e che vi aveva seminato, sta ora spuntando»: don Malanca ha voluto condividere questo pensiero con tutta la comunità lucchese in cui Francesco Lunardini, che tra l’altro aveva il suo studio in via della Cavallerizza, era molto radicato e molto amato. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
