Il presidio
Benedette prima dell’unione civile «La chiesa non ci escluda dalla Fede»
Patrizia Lazzari e Mariana Giurlani, lucchesi, si sono dette “sì” nel palazzo municipale di Lucca a maggio del 2018
la testimonianza
federica scintu
Patrizia e Mariana, entrambe lucchesi, si sono unite civilmente nel 2018. E qualche giorno prima di quella data, durante un incontro con il gruppo di omosessuali cattolici “Camminando s’apre cammino” di Lucca, avevano ricevuto una benedizione specifica, dedicata esclusivamente a loro, da parte del sacerdote. Una benedizione che, per il Vaticano però, non è consentita nemmeno per le coppie stabili dello stesso. Secondo la Congregazione per la Dottrina della Fede infatti, «non è lecito impartire una benedizione a relazioni, o a partenariati anche stabili, che implicano una prassi sessuale fuori dal matrimonio (vale a dire, fuori dell’unione indissolubile di un uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita), come è il caso delle unioni fra persone dello stesso sesso». In più, sempre per la Congregazione, «la benedizione delle unioni omosessuali non può essere considerata lecita, in quanto costituirebbe in certo qual modo una imitazione o un rimando di analogia con la benedizione nuziale».
Sono questi due dei passaggi fondamentali della nota del 15 marzo che risponde a una domanda specifica: «La Chiesa dispone del potere di impartire la benedizione a unioni di persone dello stesso sesso?». Dal canto suo, nonostante il “no” del Vaticano, Patrizia auspica che invece le benedizioni alle coppie dello stesso sesso non siano negate. «Nel 2018, poco prima dell’unione civile con Mariana – racconta Patrizia Lazzari – come coppia avevamo ricevuto la benedizione durante un incontro con il gruppo cattolico “Camminando s’apre cammino” nato nel 2016 con il placet dell’allora vescovo di Lucca Italo Castellani. Era stato un momento molto bello e molto partecipato da tutto il gruppo, un momento di celebrazione dell’amore fra due persone. Una benedizione intima, riservata ma dedicata a noi due – continua – che il parroco aveva fatto con l’autorizzazione del vescovo, durante la quale c’era stata anche una lettura».
E quel momento Patrizia non se l’è mai dimenticato. Anzi, per lei e per la sua unione con Mariana ha rappresentato un valore aggiunto che altre coppie dello stesso sesso, d’ora in poi, potrebbero non avere più. «Dispiace molto apprendere di questo divieto – dice ancora Patrizia – anche perché le benedizioni vengono impartite anche agli oggetti inanimati, dalle automobili alle uova, quindi come si fa a negarle alle coppie dello stesso sesso? La speranza è che alcuni parroci continuino a dare la benedizione. Sembra che la Chiesa faccia un passo in avanti e tre indietro: papa Francesco con l’ultima enciclica aveva aperto all’accoglienza di tutti. Non è il nostro caso ma il rischio è che poi persone come noi si allontanino dalla Chiesa».
Patrizia Lazzari e Mariana Giurlani si sono unite civilmente il 12 maggio del 2018 a Palazzo Orsetti a Lucca. «Siamo sempre state all’interno del gruppo “Camminando s’apre cammino” – conclude Patrizia – partecipando agli incontri che venivano organizzati nella sala della Caritas accanto all’Arcivescovato. Il gruppo di preghiera è tuttora attivo e vuole continuare a esistere ma col Covid c’è stato lo stop agli incontri in presenza. Fra noi facciamo comunque degli incontri in streaming». —
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