Il Tirreno

Lucca

CARABINIERI DEll’ISPETTORATO DEL LAVORO  

Pizzicati i furbetti del reddito di cittadinanza

Luca Tronchetti

Quindici persone denunciate: quattro tra Lucca, Altopascio e Castelnuovo, una reclusa nel carcere di San Giorgio

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Luca Tronchetti

LUCCA. Finiscono in trappola i furbetti del reddito di cittadinanza che, attraverso false dichiarazioni oppure omissione nelle comunicazioni all’Inps, cercano di raggirare lo Stato e di percepire soldi che in realtà non sarebbero dovuti.

Da novembre 2020 a marzo 2021 i carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Lucca attraverso la vigilanza tecnica e le segnalazioni ricevute hanno vagliato le circa 5550 domande di percettori di reddito di cittadinanza tra la Lucchesia e la Versilia riuscendo ad individuare quindici persone, in prevalenza lavoratori stagionali della zona costiera, che con dichiarazioni mendaci o senza inviare all’istituto di previdenza aggiornamenti sul loro status di lavoratori sono riusciti per mesi a intascarsi importi mensili che variano da 780 a 1330 euro a seconda che il soggetto viva da solo o abbia una famiglia a carico.

Delle quindici persone denunciate, cinque delle quali provenienti da paesi fuori dalla Comunità Europea, quattro vivono in Lucchesia e undici in Versilia. Per quelli che abitano nel territorio lucchese due sono extracomunitari domiciliati a Lucca e Castelnuovo mentre altri due italiani risiedono ad Altopascio.

Dai primi riscontri le somme complessive indebitamente percepite dai quindici non aventi diritto ed erogate dall’Inps ammontano a novantamila euro. Soldi che l’Istituto nazionale di previdenza sociale dovrà chiedere indietro a chi ne ha beneficiato.

I militari del nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Lucca diretti dal maresciallo Domenico Mastrobuoni – nucleo inquadrato nell’ispettorato territoriale Lucca-Massa Carrara retto dalla dottoressa Annamaria Venezia – hanno preso in esame, oltre agli stagionali, tutte quelle persone gravate da misure restrittive che per legge non avevano diritto al reddito di cittadinanza. Un lavoro certosino oltretutto alternato a tutte le numerose competenze di vigilanza proprie dei carabinieri dell’ispettorato del lavoro. Poteri ispettivi, sanzionatori, d’indagine e di accesso ai luoghi di lavoro. Nei quattro mesi di lavoro i carabinieri hanno verificato omissioni nelle comunicazioni della variazione di reddito (se una persona accede al beneficio, ma nel frattempo trova un lavoro e percepisce un reddito, nel giro di un mese deve darne comunicazione all’Inps) oppure si sono accorti di false dichiarazioni (persone sottoposte a misure come obbligo di firma o di dimora, presentazione alla polizia giudiziaria, arresti domiciliari) e hanno denunciato alla procura gli autori dei reati. Da quanto emerso nel corso degli accertamenti otto soggetti coinvolti avevano omesso di dichiarare le variazioni reddituali, mentre gli altri sette avevano prodotto false dichiarazioni per ottenere il beneficio, nonostante non avessero alcun requisito in quanto sottoposti a provvedimenti restrittivi. Nel corso degli approfondimenti è emerso che uno dei beneficiari usufruiva del reddito di cittadinanza nonostante si trovasse nel carcere di San Giorgio. Si tratta di un versiliese che doveva scontare dieci mesi di reclusione. —

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