Il presidio
Per il Palazzaccio Guinigi terza asta in pochi mesi
Erano andati deserti i primi due incanti del 29 settembre e del 19 gennaio Ora il tribunale ci riprova a un prezzo quasi dimezzato rispetto al primo tentativo
CAPANNORI. Il Palazzaccio Guinigi, gioiello cinquecentesco situato a Manasse nella frazione di Matraia, torna all’asta. Si tratta del terzo tentativo di vendita da parte del tribunale di Lucca, dopo che i primi due sono andati deserti.
Un’operazione decisa per cedere l’immobile di pregio realizzato dalla storica famiglia Guinigi: tre aste in appena sette mesi, con il prezzo che si è sostanzialmente dimezzato passando da un milione e 400mila euro a 787mila euro. L’esecuzione immobiliare curata dal commercialista Marco Terigi portò la residenza vincolata dalle Belle Arti per la prima volta all’asta il 29 settembre scorso. La base venne stabilita, appunto, a 1,4 milioni di euro. Ma non ci furono offerte. Il tribunale, quindi, procedette a fissare una nuova data a tempo di record, con un primo ribasso. Così il 19 gennaio di quest’anno la proprietà è tornata all’asta al prezzo di un milione e 50mila euro. L’esito, però, non è cambiato: chiamata deserta e procedura da rifare. Il terzo tentativo è arrivato ancora una volta a stretto giro, a poco più di tre mesi di distanza dal precedente: l’appuntamento è per il 27 aprile, con la base che subisce una nuova importante sforbiciata arrivando, come accennato, a 787mila euro. Il rilancio minimo rimane fissato a diecimila euro, con la speranza che questa possa essere la volta buona.
L’occasione a questo punto è davvero ghiotta. La proprietà conta l’edificio principale, che si sviluppa su tre piani per una superficie totale di 851 metri quadrati, e terreni per altri 2.500 metri quadri di estensione. La villa, peraltro, al momento dell’esecuzione immobiliare era in fase di ristrutturazione a opera della società che ne era proprietaria.
Fu la storica famiglia aristocratica dei Guinigi a volere la realizzazione del Palazzaccio a Manasse. Un luogo strategico, da cui si domina la piana, e allo stesso tempo bellissimo. La residenza di campagna venne ultimata alla metà del Cinquecento e si aggiunse al vasto patrimonio immobiliare detenuto dai Guinigi in tutta la Lucchesia. L’ennesimo fabbricato di pregio, che non a caso è finito tra gli edifici vincolati dalla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio. L’accesso principale introduce direttamente nel sale centrale della villa. Da qui si raggiungono le quattro stanze dislocate agli angoli, la sala da pranzo, la cucina e uno studio. Al piano superiore, che si raggiunge attraverso le scale, si trova un palchetto per l’orchestra, testimonianza di una ristrutturazione ottocentesca dell’immobile. Inoltre nove locali di sgombero e un vano scale che conduce alla soffitta. Al piano seminterrato, invece, si trova un ampio vano centrale con sei locali per cantina. Sul retro dell’edificio si trova un portico suggestivo, che era utilizzato per cene e riunioni. Al portico si accede da una scala a doppia rampa ornata da balaustre in marmo bianco. Il portico è delimitato da colonne sormontate da capitelli di ordine tuscanico e in pietra serena. La volta che copriva il portico è crollata e attualmente rimangono solo i peducci. Dalla villa si può godere di una splendida vista sul territorio circostante ricco di vigneti, oliveti e terreni coltivati. —
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