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«Le battaglie in consiglio e i tordelli alle tre di notte»

francesco colucci
«Le battaglie in consiglio e i tordelli alle tre di notte»

Francesco Colucci, politico del Psi, racconta la sua amicizia con l’ex sindaco «L’ho visto poco tempo fa: voleva fare una riunione in vista del 2022» 

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Pubblichiamo il ricordo di Mauro Favilla scritto da Francesco Colucci, politico proveniente dal Psi, oggi esponente dei Riformisti per Italia Viva.

francesco colucci

Iniziai a frequentare Mauro Favilla, che conoscevo già, nel 1975, quando fui eletto per la prima volta in consiglio comunale dove Mauro era stato confermato sindaco. La prima riunione del consiglio fu traumatica, noi socialisti eravamo la vera opposizione perché vi era ancora, seppur attenuato, il compromesso storico, strisciante, fra Dc e Pci e i miei interventi furibondi portarono Favilla a chiedere ai vigili urbani in servizio di espellermi dall’aula.

Questo l’inizio di oltre sette anni di battaglie feroci in consiglio comunale, ma erano battaglie di principio, ideologiche, di programma, mai di odio personale, come era uso nella prima Repubblica.

Finito il consiglio, spesso alle tre di notte, andavamo insieme, con Mauro, dal Penny aperto fino alle quattro, a mangiare qualcosa, che per lui, che aveva uno stomaco di ferro, voleva dire un piatto enorme di tordelli.

Le discussioni al Penny del dopo consiglio sono quelle che hanno cementato negli anni la nostra amicizia.

Sconfitto il compromesso storico, persa la Dc la maggioranza assoluta, a metà anni ’80 facciamo con lui sindaco il primo centro-sinistra e mi devo improvvisare da acceso capogruppo di opposizione in quello di sostenitore della nuova giunta Favilla.

Terminata l’esperienza comune in consiglio, prendiamo strade diverse, lui in Parlamento, io in Regione e attraversiamo, con alterne fortune, il tragico periodo di “Tangentopoli”.

Ritrovo politicamente Favilla nel 2007, quando di fronte al pericolo di un sindaco post-comunista, sotto la guida di Piero Angelini, con Bulckaen e altri, fondiamo Governare Lucca, che candiderà Mauro a sindaco. Governare Lucca prese il dieci per cento e Favilla fu rieletto sindaco con i voti del centro-destra. Dopo poco vi fu una frattura in Governare Lucca per una contrapposizione fra i due Dc più importanti, Angelini e Favilla, che portò a una drammatica spaccatura e alla fine di un’amicizia di decenni. L’ultimo tentativo di riappacificazione si tenne nel giardino di casa mia, davanti a una tavola imbandita in fretta e furia, che si concluse con una stretta di mano a tre. L’accordo durò una notte e la rottura fu inevitabile.

Sono riuscito nel difficile compito di rimanere amico di Piero ma anche sostenitore di Mauro, che accompagnai come presidente dell’Opera delle Mura fino in fondo al suo mandato e anche nella campagna elettorale successiva, che fu un disastro.

Abbiamo continuato a vederci in questi anni, a volte a casa sua, spesso lungo gli archi del Nottolini, dove io coltivo l’orto e lui veniva a sciogliere la sua canina, per giocare con il mio Bracco. Lunghe discussioni politiche, con lui che mi spronava a impegnarmi nuovamente per riportare a Lucca un sindaco di “centro” più sensibile e attivo verso i problemi della città.

L’ultima volta che l’ho visto, poche settimane fa, sul Nottolini, nel salutarmi mi ha detto: «Appena finisce questa pandemia, faccio una riunione con vecchi amici per le elezioni del 2022, vedi di non mancare». In poche settimane sono scomparsi due amici, Vincenzo Placido e Mauro: è una generazione di politici arrivata al naturale capolinea. Forse le prossime riunioni le faremo sulle bianche nuvole, nel cielo di questa amata Lucca». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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