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Volontari davanti alla chiesa per salutare Maurizio Orazzini
Altopascio si è stretta attorno alla famiglia dell’ex bancario morto a 65 anni per omaggiare una persona che è stata sempre in prima linea per la comunità
ALTOPASCIO. Difficile immaginare in quanti avrebbero voluto o potuto essere ieri pomeriggio alla chiesa di Altopascio se solo le limitazioni provocate dalla pandemia non avessero costretto in tanti a non esserci. Posti limitati in chiesa, ma in molti sono lo stesso passati davanti, magari anche solo per un attimo, pur di essere in qualche modo partecipi nell’ultimo saluto a Maurizio Orazzini.
Ad accoglierlo, al portone della chiesa, le divise gialle e azzurre dei volontari della Misericordia di Altopascio, e quelle arancioni della Croce Verde di Porcari, che hanno portato il feretro all’interno della chiesa. Un omaggio all’uomo ricco di interessi, di voglia di fare, di partecipare. Una voglia manifestata in tante forme, tra cui quella del volontariato, con il suo attivismo all’interno del locale gruppo donatori di sangue Fratres e il suo pluridecennale impegno con la Misericordia di Altopascio.
Ma Orazzini, 65 anni, bancario in pensione, impegnato da mesi nella battaglia contro la malattia che lo ha portato via, è stato molto altro ancora. È stato un uomo di sport, in particolare con il suo sostegno alla squadra di basket di Altopascio e la società podistica cittadina. È stato un uomo che si è messo al servizio della comunità, anche attraverso la sua militanza politica nella sinistra cittadina e la sua partecipazione alla vita amministrativa come consigliere comunale. Ma soprattutto è stato un marito, un padre e da qualche anno anche un nonno pieno d’amore.
Una persona il cui carattere distintivo era rappresentato dall’attenzione verso il prossimo. Un sentimento avvertito da tutti coloro che lo hanno conosciuto e che adesso piangono la sua scomparsa. —
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