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«Con Mauro ci ha lasciato un signore della politica»
I coordinatori degli azzurri ne ricordano la capacità di affrontare con serenità anche i momenti più burrascosi del dibattito politico
LUCCA. «Ci lascia un signore della politica», così Maurizio Marchetti e Massimo Mallegni, rispettivamente coordinatori provinciale e regionale di Forza Italia, ricordano Mauro Favilla.
«Lucca perde uno dei suoi uomini migliori – commentano Marchetti e Mallegni, esprimendo le condoglianze di Forza Italia per la morte dell’ex sindaco di Lucca – Difficile condensare in poche parole le stagioni politico-amministrative della città di Lucca che Mauro Favilla ha sempre saputo interpretare e vivere da protagonista, passando da un ambito dove era la Democrazia Cristiana a essere egemone a un ruolo importante in Forza Italia, e quindi anche in opposizione all’attuale maggioranza. Favilla ha esercitato il potere e ne è stato espressione, con un’eleganza assoluta e un rispetto degli altri che non lo ha mai visto prevaricare nessuno, nemmeno fra gli avversari politici interni ed esterni. Il suo tono pacato, da autentico mediatore che non amava certo la politica urlata, fatta di scontri, lo aveva reso inconfondibile, la sua natura serena faceva da sottofondo a momenti anche burrascosi che si era trovato a fronteggiare, senza mai perdere la pazienza e senza lasciarsi andare a eccessi di qualunque natura. Un punto di riferimento, anche nella sua esperienza parlamentare, che lo portava a essere ricercato da tutti noi quando avevamo bisogno di un parere serio, distaccato, competente».
«Con Favilla – sottolineano gli esponenti di Forza Italia – ci lascia un politico di razza della Prima Repubblica che si era adattato anche alla nuova trasformazione della politica, sempre però come portatore di ideali cristiani e democratici e con valori inossidabili come la famiglia e il rispetto del prossimo. L’insegnamento che possiamo trarre dalla sua vita personale e politica è quello che cercava di trasmetterci in ogni incontro con il suo partito attuale, Forza Italia, ma soprattutto con persone a lui amiche che lo stimavano molto. Il rispetto degli altri, delle idee altrui, tenendo però la barra dritta sui propri valori inderogabili e non negoziabili, rappresentava la sua quotidiana cifra politica e amministrativa. Ci lascia una grande persona. A noi la grande responsabilità di continuare ad agire nel solco del suo eccezionale esempio». –
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