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Si finge intermediario e truffa imprenditore intascando 22mila euro
La vicenda risale al periodo novembre 2017– febbraio 2018 L’imputato è stato condannato a sei mesi di reclusione
ALTOPASCIO. È riuscito a far credere ad un imprenditore – titolare di un’azienda che ha sede anche ad Altopascio – di rappresentare un’impresa edile toscana per la fornitura di materiale che sarebbe dovuto servire per realizzare una sorta di maneggio per i cavalli nella zona della Mammianese tra le province di Lucca e di Pisa.
Gli è riuscito così bene che l’impresario nel periodo che va dal novembre 2017 al 28 febbraio 2018 ha firmato la commissione d’acquisto di materiale inerte e calcestruzzo per un importo complessivo pari a 22mila 432 euro.
Soldi che non sono certo finiti nelle tasche dell’ignaro imprenditore toscano, ma del falso intermediario.
E così la vittima del raggiro – l’amministratore delegato della Luciani spa con sedi sia ad Altopascio che a Borgo a Mozzano dove vive, è conosciuto e apprezzato – è stata costretta a presentare un esposto-denuncia alle forze dell’ordine che lo hanno trasmesso poi all’autorità giudiziaria in modo da smascherare il truffatore.
Si tratta di Mauro Padovan, 56 anni, nato a San Miniato e residente a Monsummano Terme.
Il giudice monocratico Gerardo Boragine lo ha condannato a sei mesi di reclusione con i benefici di legge e cento euro di multa oltre al risarcimento del danno.
Stando all’accusa Padovan, che ha precedenti di polizia per altri reati diversi dalla truffa, si sarebbe presentato a fine 2017 dalla ditta Luciani spa sostenendo di essere un incaricato e uomo di fiducia di un imprenditore edile di Ponte Buggianese – il titolare della Energia Edile sas – arrivato per proporre un affare vantaggioso.
In sostanza l’intermediario aveva sostenuto di essere a conoscenza della volontà di realizzare in un terreno sulla via Mammianese una sorta di maneggio per i cavalli e si era proposto, sempre a nome del titolare della impresa edile, di acquistare materiale a un prezzo scontato.
Così Padovan aveva firmato, per conto della società di Ponte Buggianese, la commissione d’acquisto di calcestruzzo e altro materiale per un importo di oltre ventiduemila euro indicando come indirizzo della fatturazione quello della società in accomandita semplice di Ponte Buggianese.
All’inizio nessuno si è accorto del raggiro vista l’abilità con cui ha agito l’imputato che sembrava molto introdotto nell’impresa edile pistoiese e non lasciava trasparire alcuna incertezza.
Padovan caricata in varie volte la merce se ne è andato fornendo appunto l’indirizzo della ditta dove spedire le fatture.
Gli impiegati dell’amministrazione della Energia Edile sas, appena ricevuta la commissione d’acquisto per un importo non certo indifferente, hanno informato il titolare Samuele Querci che è caduto dalle nuvole.
Nessuno sapeva nulla di quell’affare. A quel punto è stata informata la ditta Luciani spa e chiarito che Mauro Padovan non era un emissario, un intermediario o un dipendente della ditta dell’hinterland pistoiese è emerso chiaramente che si trattava di un raggiro.
É iniziato così l’accertamento da parte della procura nei confronti del cinquantaseienne originario di San Miniato che, sino a quel momento, non risultava essere mai stato indagato per reati contro il patrimonio come la truffa aggravata.
Alla fine l’uomo è stato rinviato a giudizio e al termine di un paio d’udienza si è giunti alla sentenza di condanna. Adesso il legale dell’imputato potrà ricorrere, una volta lette le motivazioni della sentenza, al giudizio in Corte d’Appello. —
L.T.
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