Il Tirreno

Lucca

la testimonianza 

Il Covid raccontato da un medico di famiglia

Il Covid raccontato da un medico di famiglia

Il dramma dei pazienti e dei colleghi scomparsi, i vaccini e la speranza nelle parole di Antonio Aristide Valiensi di Barga

2 MINUTI DI LETTURA







Ricordare per non dimenticare. Non sarà facile, ma il dolore per la perdita di pazienti, amici e familiari si rinnoverà ogni giorno e rimarrà incancellabile nella mente e nel cuore di tutti. Tutto ciò non sarebbe dovuto accadere in un Paese civile come il nostro. E oltre al dolore, l’umiliazione di non poter dare e ricevere il contatto umano, come persone e come malati. È drammatica l’esperienza vissuta da Antonio Aristide Valiensi, medico di base a Barga, nel lungo anno che ci siamo lasciati alle spalle.

«Dovremo affrontare ancora molte difficoltà – è il suo toccante messaggio – le prospettive non sono buone, speriamo comunque che, grazie soprattutto al supporto dei vaccini e al buon senso comune, si potrà vivere un Natale finalmente più sereno».

Covid, un anno dopo. Come uomo e medico, quale episodio ricorda particolarmente in questo periodo?

«Come uomo e medico sicuramente il dolore immenso per la morte di due miei amici-pazienti che hanno lottato fino in fondo insieme ai familiari impotenti, il sacrificio di 300 e più miei colleghi che hanno dato la loro vita per il loro lavoro. Tutto questo, in un paese civile come l’Italia, non sarebbe dovuto accadere. Inoltre, come medico di famiglia, ho sentito insieme ai miei pazienti, la mancanza del contatto umano e la condivisione sia a domicilio che in ambulatorio».

Vaccini. Come gestisce la vaccinazione nella sua zona? Ci sono tempi d’attesa lunghi?

«La campagna vaccinale è partita da poco e pertanto è tutto in divenire, le vaccinazioni vengono prenotate da noi medici su un portale. A oggi sono convocati gli over 80 in base alla data di nascita al nostro ambulatorio, perché ancora non è possibile vaccinare a domicilio».

Pensa sia più utile seguire l’esempio della Gran Bretagna e, in mancanza di dosi, estendere la prima vaccinazione, tralasciando il richiamo dei vaccinati?

«Una sola somministrazione a mio avviso copre molto poco, meglio accelerare la campagna vaccinale, mettendo in campo tutte le forze disponibili per assicurare anche la seconda dose. Certamente, per questo motivo, ribadisco l’utilità del richiamo».

L’anno scorso, errori gestionali per mancanza d’esperienza, oggi errori delle istituzioni che non hanno saputo contrattare l’acquisto dei vaccini. Dobbiamo aspettarne altri prima di arrivare al completamento della vaccinazione di massa?

«Mi auguro che non vengano ripetuti gli stessi errori e che le istituzioni diano più ascolto a noi medici di medicina generale che abbiamo il polso della situazione sul territorio».

Avremo un Natale sereno?

«Sono molto fiducioso che il Natale sarà sereno, a condizione però che non vengano ripetuti i comportamenti sbagliati dell’estate passata e che la campagna vaccinale proceda sempre più rapidamente». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web