Il Tirreno

Lucca

«Fermate il piano o partiranno gli esposti»

Il comitato Uniti per la Manifattura lancia l’ultimatum al Comune. «Il progetto di Coima e Fondazione Crl è inaccettabile»

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. No al progetto di Coima per la Manifattura sud. Il comitato “Uniti per la Manifattura” lancia l’ultimatum al Comune: «Andremo avanti, forti delle nostre idee e valori, e ci batteremo in tutti i modi democratici possibili. Sono già pronti esposti al ministero dell’Economia e Finanze, a Corte dei Conti e Procura. Fermatevi. Ritirate questo scellerato progetto». L’aut aut arriva alla quasi vigilia di un appuntamento cruciale: quello del 25 marzo, quando, spiega il comitato, «si dovrebbe tenere un consiglio comunale per decidere in modo definitivo sul progetto Coima - Fondazione per la Manifattura».

Il comitato pone poi interrogativi. Sul fatto intanto che «sono emerse in questi giorni, anche grazie al serio e approfondito lavoro di professionisti, vistose contraddizioni tra le parole proclamate dal sindaco e dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio e quanto scritto nei documenti ufficiali e cartacei. Ci dicono che dopo venti anni di degrado bisogna cogliere l’occasione: ma chi ha permesso questo degrado, chi ha aspettato venti anni?». Il comitato non accetta il progetto proposto dai due soggetti come ultima possibilità. «La verità è un’altra – sottolinea –: si pensa a fare un po' di cassa in assenza di una chiara visione del futuro della città. Col rischio che questa operazione realizzi un danno erariale, mentre favorisce interessi privati. Non può esistere interesse pubblico nel togliere i parcheggi, e relativi introiti, alla società Metro, partecipata comunale, per passarli alla privata Coima & soci».

Il comitato chiede alla Fondazione chiarimenti: «Nella sua mission c'è anche la ristrutturazione di parcheggi? Il presidente spiega in cosa consisterebbe l'operazione di "acquisto" di 2500 metri dei 18.000 di cui si tratta se, a parole, la Fondazione dovesse esserne e restarne proprietaria? Quindi è falso che la Manifattura non viene venduta. La Manifattura, valutata "quattro soldi", entra in quel gioco di scatole cinesi definito “fondo chiuso” in cui si intrecciano gli interessi di Coima, Rocco & Puccetti e Fondazione, che in ogni caso è soggetto privato».

«Ci dicono –sottolinea il comitato – che non abbiamo idee. Falso. Noi le idee le abbiamo, e dalle idee nascono i progetti. La Manifattura non deve diventare un banale contenitore di auto né luogo di residenze e negozi. Non lo merita per la sua storia e la sua identità culturale. Potrebbe essere un luogo bello di spazi sociali per gruppi giovanili, donne, laboratorio di arti e mestieri antichi, laboratorio per musica, archeologia industriale e memoria del lavoro femminile, sperimentazione di aule scolastiche di tipo nuovo, per ospitare grandi eventi culturali, attività artigianali e industriali di lavoro alto qualificato e pulito da offrire alle nuove generazioni». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera