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Assolto dalla rapina al supermercato per vizio di mente
È incapace di stare in giudizio e adesso si trova in carcere in attesa di trovare una Rems dove eseguire la misura di sicurezza provvisoria
Luca Tronchetti
LUCCA. Era stato arrestato dalla polizia dopo un furto trasformatosi in rapina avvenuto al supermercato Esselunga di San Concordio. Ma Abdhamid Khelife, classe 1983, algerino, per il giudice dell’udienza preliminare Riccardo Nerucci non può stare in giudizio per vizio totale di mente. Un’incapacità d’intendere e di volere assoluta che lo porta a compiere reati senza capirne il senso. Così il nordafricano è stato assolto dal reato e resta detenuto nel carcere di San Giorgio. Una situazione in cui ormai versano centinaia di detenuti sia con condanne in primo grado che in attesa di giudizio. Il motivo? Non ci sono posti sufficienti nelle Rems (residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza), struttura sanitaria di accoglienza per gli autori di reato affetti da disturbi mentali (infermi di mente) e socialmente pericolosi. Si tratta di strutture residenziali con funzioni terapeutico-riabilitative e socio-riabilitative, con permanenza transitoria ed eccezionale. Ma in Italia ci sono una trentina di Rems (in Toscana c’è solo Volterra) e i posti non superano le 500 unità. Giudici e magistrati si stanno prodigando per trovare un posto disponibile in modo da eseguire la misura di sicurezza. Nessuno però in questo Paese s’interessa ad un aumentare i posti nelle Rems. Con tutti i problemi che ne conseguono.
Il trentasettenne algerino fu arrestato dalla polizia dopo un inseguimento nel parcheggio del supermarket. Si era presentato alle casse automatiche con il carrello della spesa pieno dopo aver pagato solo 1 bottiglia di birra. E quando gli agenti di polizia lo hanno invitato a seguirli in questura per l’identificazione, lui è scappato all’esterno e in viale San Concordio e percorsi 200 metri sono riusciti ad ammanettarlo. —
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