Il presidio
Rapinato della sua auto per colpa dell’amico che era seduto accanto
Il guidatore si è trovato coinvolto in un’estorsione per un giro di cocaina non pagata e la vettura è stata presa come merce per il riscatto
PORCARI. «Se vuoi rivedere la tua macchina dì al tuo amico di darci i soldi che ci deve»: una scena degna di un film sulla mala newyorchese anni Settanta. Solo che è il gennaio del 2020, e siamo a Porcari. Una scena vissuta da un inconsapevole cittadino marocchino, con la sola colpa di conoscere e di aver fatto salire in macchina la persona sbagliata. Una storia emersa da un procedimento giudiziario in corso al tribunale di Lucca, e che vede imputate quattro persone: due per spaccio di droga, una per estorsione e l’ultima per rapina aggravata. Una vicenda ricostruita in oltre un anno di indagini dai carabinieri e partita appunto da quell’avvertimento ricevuto l’otto gennaio dell’anno scorso in via del Centenario a Porcari.
Il cittadino marocchino poi minacciato era sulla sua auto, una Volkswagen Polo, con un amico connazionale. Stava facendo un giro quando, in via del Centenario, l’amico ha avuto il sospetto che qualcuno li stesse seguendo. Fermata l’auto l’amico ha guardato dietro e, senza dire una parola, è sceso ed è fuggito. In quel momento dall’auto dietro, un’Audi A3 che in effetti li stava seguendo, è sceso un uomo, che ha staccato le chiavi dal cruscotto della Volkswagen ha spinto fuori il guidatore e ne ha preso il posto. È stato in quel momento che l’aggressore, identificato poi come un cittadino albanese, ha detto quella frase, per poi andarsene. A quel punto alla vittima si è avvicinata l’Audi. Sopra due persone: un cittadino albanese e, alla guida, un cittadino marocchino. Quest’ultimo si è rivolto al connazionale appena rapinato, consegnandogli un biglietto. Sopra un numero di telefono: «Questo è il mio numero, dallo al tuo amico e digli che mi chiami».
Insomma, prima la rapina aggravata e poi l’estorsione. Ma, contrariamente a molti film, dove spesso vince l’omertà, la vittima si è presentata ai carabinieri per denunciare quanto era accaduto. Dopo aver riscontrato la veridicità della testimonianza del marocchino rapinato (anche attraverso immagini di telecamere presenti sul territorio), è partita un’indagine complessa, che ha permesso di ricostruire gli antefatti, di comprendere l’ambiente in cui si era sviluppata la vicenda e di portare a indagare per diversi capi di imputazione i quattro protagonisti: ossia i due cittadini albanesi, il guidatore dell’Audi, e anche l’amico che era con lui e che poi se l’era data a gambe.
Quest’ultimo infatti è risultato essere uno spacciatore di droga, e di essere in debito con i suoi inseguitori per una partita di cocaina non pagata. Un debito che ha portato al gesto di via del Centenario, e del quale è rimasto vittima una persona con la sola colpa di avere scelto un amico sbagliato.
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