Meteo
Aggredì la convivente in piazza Napoleone: condannato a 16 mesi
La vicenda affrontata al tribunale monocratico risale al 2016. A processo con l’accusa di maltrattamenti all’ex compagna
LUCCA. Nemmeno il tempo di far appassire le mimose donate l’otto marzo che, in tribunale, si è tornati ad affrontare una storia di violenza nei confronti di una donna. Gelosia, senso di possesso, incapacità di sentirsi dire no. Le motivazioni possono essere tante, ma non esiste nessuna giustificazione alla violenza, che sia verbale o fisica.
Lo ha imparato, o almeno lo si spera, un uomo comparso di fronte al giudice monocratico Nidia Genovese, accusato di maltrattamenti nei confronti della sua ex convivente. L’uomo, di cui non sveliamo il nome solo perché questo potrebbe rivelare anche l’identità della vittima che deve essere invece tutelata, è stato infatti condannato a un anno e quattro mesi di carcere.
Il condannato, infatti, si era reso responsabile nel 2016 di un’aggressione nei confronti della ex compagna, un episodio che si era verificato in un luogo pubblico, anzi, nel luogo pubblico per eccellenza di Lucca, ossia piazza Napoleone. Fu qui che in un eccesso di rabbia si consumò l’episodio, e nemmeno il primo, di prevaricazione dell’uomo nei confronti della donna. Solo che questa volta l’uomo era andato molto oltre, picchiando la compagna. Inizialmente quest’ultima aveva anche presentato una denuncia per percosse, ma per quel capo di imputazione non c’è stato seguito, per la remissione di querela da parte della vittima.
Una sentenza questa che mette fine a una brutta storia, ma che deve servire da doppio monito: nei confronti di chi crede che la violenza – in qualunque modo la si esprima – sia un segno di forza e di mascolinità, ma anche verso le vittime. Un invito a non lasciar perdere, a sottovalutare gesti violenti, e a denunciare sempre.
Un monito che assume un valore ancor più importante in questo periodo in cui le condizioni esterne, con il lockdown, la reclusione forzata tra le pareti domestiche e il nervosismo crescente, può degenerare, e mostrare un lato del proprio compagno che era rimasto nascosto. Una situazione confermata dai dati, numeri freddi che testimoniano una situazione sin troppo calda, come quella che emerge dal rapporto Istat, secondo il quale nel periodo compreso tra il marzo e il giugno scorsi, quando il ockdown era più rigido, le chiamate al numero verde antiviolenza (che, ricordiamo, è 1522), sono aumentate del 119 per cento (quindi più del doppio) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
