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Cinquecento le aziende che rischiano di chiudere

Cinquecento le aziende che rischiano di chiudere

Confesercenti: «Situazione drammatica per pubblici esercizi e settore moda» I bar e i ristoranti hanno accumulato 143 giorni di chiusura in un anno 

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lucca. Descrive una situazione economica drammatica Confesercenti Toscana Nord con 500 attività che in provincia di Lucca sono a rischio chiusura a causa della crisi per la pandemia.

«Un anno fa il primo lockdown totale firmato dall’allora presidente del consiglio Giuseppe Conte. 365 giorni di catastrofe economica che non sembra ancora avere fine considerando il nuovo propagarsi del virus in queste ore. Unica differenza, che nel 2020 era addirittura impensabile, la presenza dei vaccini la cui somministrazione massiccia costituisce la via di uscita tanto attesa».

È Confesercenti Toscana Nord, con il suo responsabile area lucchese Daniele Benvenuti, a testimoniare con i numeri le conseguenze economiche del coronavirus ricordando che proprio un anno fa veniva introdotto il primo e pesantissimo lockdown.

«I numeri che ci arrivano dal dossier di Confesercenti nazionale sono drammatici – spiega Benvenuti – A livello italiano la spesa delle famiglie in un anno si è ridotta di 137 miliardi, tornando a livello del 1997. Turismo, commercio e pubblici esercizi i settori che stanno pagando il prezzo più alto della pandemia. In provincia di Lucca le prospettive 2021 sono fosche con una proiezione di quasi 500 attività solo rimanendo alle categorie pubblici esercizi e moda a rischio chiusura. Senza considerare agenzie di viaggio per le quali si ipotizzano chiusure pari al 22% del totale, palestre del 12% e ambulanti (soprattutto fieristi praticamente da un anno) che lasceranno sul campo quasi il 12% delle imprese».

Confesercenti Toscana Nord si sofferma poi su bar e ristoranti «che tra marzo 2020 e marzo 2021 hanno accumulato 143 giorni di chiusura nella nostra regione – sottolinea il responsabile area lucchese – rinunciando quindi a quasi la metà del proprio fatturato a fronte di tasse e tributi locali che nel migliore dei casi sono stati posticipati o rateizzati».

E il futuro? Secondo Confesercenti Toscana Nord, è legato alla campagna vaccinale e nell’immediato al Decreto Sostegno. «La ripresa dipende fortemente dalla normalizzazione della spesa delle famiglie e dall’entità delle restrizioni che verranno applicate alle attività economiche. Fondamentale, quindi, sarà l’esito della campagna vaccinale: se il rafforzamento annunciato dal nuovo esecutivo dovesse avere successo, il trend potrebbe essere invertito rapidamente. In particolare, secondo le stime elaborate da Confesercenti, sarebbero finalmente possibili stabili recuperi di attività, portando a guadagnare nel 2021, tra aprile e dicembre, 20, 3 miliardi di Pil e 12 miliardi di consumi».

«Poi è di fondamentale importanza la liquidità immediata per le imprese – conclude Benvenuti – con il governo che si appresta a varare il Decreto Sostegno. Un decreto atteso con ansia dalle imprese, e che deve essere l’occasione per superare le criticità riscontrate nei precedenti ristori che hanno fatto arrivare alle imprese una media di intervento di 3. 044 euro. Quindi superamento del codice Ateco come criterio di selezione delle imprese e bonifici immediati calcolati sulla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019». –

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