Il Tirreno

Lucca

Incastrato nel gioco del parco, bambino viene liberato dai vigili del fuoco

Michele Citarella
Una donna indica l'area dove si trovava il castello con scivolo in cui è rimasto incastrato un bambino
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Una donna indica l'area dove si trovava il castello con scivolo in cui è rimasto incastrato un bambino

Il castello con scivolo è stato rimosso, ma le mamme protestano denunciando anche la scarsa manutenzione dell’area

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LUCCA. Scarsa manutenzione dei beni pubblici di nuovo in primo piano. È il caso di un parco a San Marco dove di recente un bambino è addirittura rimasto incastrato in un gioco ed è stato liberato dai vigili del fuoco.

«Questo parco è situato nella zona interna di San Marco: se una persona non è del posto e non frequenta il quartiere difficilmente può essere conosciuto. La sensazione è che anche serva maggiore cura di questo bene pubblico con interventi di manutenzione dei giochi e di messa in sicurezza dell’area dai soliti noti».

Questo in sintesi il pensiero di un gruppo di mamme con figli di età di scuola primaria e dell’infanzia che frequenta il parco di via Isa Belli Barsali, San Marco, circondato quasi interamente da edifici scolastici. Lo stato di abbandono dell’area verde si evidenzia già all’ingresso: del cartello che ne indicava il regolamento sono rimasti soltanto uno dei due pali e un tagliente pezzo di plastica con scritta illeggibile. Appena si entra, si notano i profondi segni del passaggio di automezzi e l’impronta dei pneumatici. Una mamma indica tali solchi e commenta: «Potrebbero essere stati lasciati da chi frequenta indisturbato il parco nelle ore notturne, ma potrebbe anche trattarsi di un automezzo dell’impresa che ha effettuato di recente il taglio piante».

Le buche sono presenti anche oltre l’ingresso, spesso nascoste dall’erba incolta. Quello che caratterizza l’intero spazio verde è la incredibile quantità di “rametti” e stecchetti di legno sparsi in ogni angolo, evidenti residui di una potatura di piante cui non ha fatto seguito la raccolta degli scarti. Le attenzioni non sono soltanto al verde e all’erba da tagliare, ma anche alle panchine e ai giochi presenti, realizzati con legno usurato dal tempo e mai trattato con impregnante o altro materiale protettivo. Non mancano schegge come quella sul corrimano del “castello dei pirati”. Una delle panchine è stata sventrata dal terreno e da settimane è poggiata pericolante al fusto di un albero.

Una mamma racconta che il mese scorso il figlio è rimasto incastrato in un castelletto con scivolo: «I vigili del fuoco intervennero prontamente per liberare mio figlio e il giorno successivo si ripresentarono per un controllo generale rimuovendo il castello con scivolo incriminato. I vigili del fuoco inoltre eliminarono prontamente residui dell’oblò in plexiglass all’interno di un castello diventato tagliente e quindi pericoloso».

C’è poi l’aspetto della pulizia, ancora più urgente con la zona arancione e il clima primaverile, che hanno reso i parchi sempre più luogo dove operai e impiegati vanno per consumare i pasti che avrebbero di norma consumato in locali convenzionati. Di qui il rapido riempimento dei cestini dei rifiuti e la necessità da parte di Sistema Ambiente di una più frequente raccolta. Rifiuti che si sommano a quelli di chi la sera, facendo spallucce ai divieti di assembramento, frequenta il parco lasciando a terra e sulle panche bicchieri, bottiglie di birra e cartoni della pizza. Illuminazione e videosorveglianza potrebbero rappresentare un deterrente a questi comportamenti. L’auspicio delle mamme dei bambini che frequentano il parco è che ci siano maggiori attenzioni da parte delle istituzioni. Le famiglie sono pronte a dare il loro aiuto: approfittando del fatto che il parco confina con varie scuole (nido Arcobaleno, primaria via Salicchi e complesso Ferdinando Martini), le famiglie potranno attivarsi per giornate di pulizia e attività concrete con le insegnanti dei loro figli.

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