Il presidio
Bulimia e anoressia, dramma in crescita tra gli adolescenti
lucca. Coloriamoci di lilla. Il 15 marzo, si celebra la giornata dei disturbi alimentari. Una giornata simboleggiata da questo colore, dedicata a un dramma vissuto da tanti giovani (e rispettive famiglie), e che, in questo periodo che viviamo, ha avuto una crescita esponenziale. E nessuno, meglio di una mamma che ha visto la propria figlia vivere questo dramma, può raccontare cosa significhi.
«Gli esperti parlano chiaro – racconta la mamma lucchese di cui omettiamo il nome per non identificare la figlia – : nel 2020 i casi di anoressia, bulimia, binge sono aumentati del 30 per cento, per effetto del lockdown e della solitudine imposta dalla didattica a distanza, risultano sempre più colpiti gli under 14 e sono in aumento anche casi di maschi. Chiusi nelle loro camerette i nostri ragazzi hanno avvertito la precarietà del loro futuro e spesso questa paura ha preso la forma di uno specchio, a cui l’immagine riflessa trovava sempre un difetto, qualcosa di imperfetto, perché il programma photoshop non si può applicare alla vita di ogni giorno, e i mezzi di comunicazione a volte espongono solo ciò che è ritoccato, perfetto, amorfo e senza vita. Si scopre solo lavorando su se stessi che la vita è altro dalle foto ritoccate su instagram e che è tutto tranne che perfezione e per questo è preziosa e bella, sono le nostre piccole imperfezioni a renderci unici. Sui disturbi alimentari c’è ancora molto da fare – spiega la mamma –, esiste ancora la convinzione che sia un semplice capriccio, una fase dell’adolescenza in cui non ci si piace mai, invece ho scoperto sulla mia pelle che è una malattia. Che uccide. Dopo gli incidenti stradali al secondo posto ci sono i disturbi alimentari come causa di morte negli adolescenti in Italia. Il 15 marzo si terrà la decima giornata del fiocchetto lilla – prosegue – promossa dalla preziosa attività di un padre, Stefano Tavilla, a cui 10 anni fa la bulimia ha tolto la figlia di 17 anni, ma che ha deciso di usare questo dolore atroce per aiutare e informare gli altri grazie all’associazione “Mi nutro di vita”. Chiediamo che i disturbi alimentari vengano riconosciuti come malattie a se stanti all’interno dei livelli essenziali di assistenza e che tutte le Regioni italiane siano obbligate a dotarsi di tutti i livelli di cura per queste malattie, che non ci debbano essere liste d’ attesa».
La petizione da firmare è sulla pagina Facebook dell’associazione. «Quando succede – continua la mamma –, la malattia stravolge tutto. Nessuno è immune. Noi siamo una famiglia normalissima come tante altre, eppure ci siamo trovati con nostra figlia di 13 anni ricoverata per anoressia nel reparto di neuropsichiatra infantile del Meyer di Firenze. Il percorso è stato devastante all’inizio, vedere una ragazza sempre stata felice e contenta della sua vita che parisce dietro ai suoi chili è un’esperienza che ti cambia. Si scopre poi che disturbo del comportamento alimentare è un sintomo, e il cibo il modo scelto per comunicare un malessere profondo. Nei cinque mesi tra ricovero e day hospital ho sentito tante di storie, tutte diverse, ma con una cosa in comune: un grande dolore dentro». —
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