Il Tirreno

Lucca

Per sette giorni Febo ha vagato alla ricerca disperata della padrona

Maria Giusy Imparato
Febo, il galgo spagnolo di tre anni
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Febo, il galgo spagnolo di tre anni

Il galgo spagnolo di tre anni era fuggito terrorizzato dallo scoppio di una marmitta. La proprietaria, una farmacista che l’aveva adottato, l’ha ritrovato nei boschi

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LUCCA. L’esplosione della marmitta di un’auto da corsa che sfreccia nelle vicinanze lo terrorizza al punto tale da fuggire e perdersi nel bosco. Per sette giorni, Febo, galgo spagnolo di tre anni, vaga alla ricerca disperata della proprietaria. Il cane era stato sottratto a morte certa dai territori della Castiglia-La Mancia, in Spagna, e adottato da Elena Castellani, farmacista di Viareggio, nello scorso dicembre. La proprietaria, che ha già altri due cani della stessa razza, lo aveva adottato tramite l’associazione Bryan’s Levrieri Rescue, che salva gli animali non più adatti alla caccia, prima che vengano abbattuti dai cacciatori. L’episodio ha inizio il giorno di San Valentino, mentre Febo passeggia con un amico di famiglia tra gli ulivi, a pochi passi da casa, quando si sente in lontananza un boato. La marmitta di un’auto, che sfilava in occasione del Rally del Carnevale, è esplosa non molto distante da lì e il cane, terrorizzato, scappa dal guinzaglio, per trovare protezione nella boscaglia, fino a sparire dalla vista del suo custode.

Comincia così l’odissea per questo giovane levriero e per la sua famiglia. Febo, infatti, in preda al panico, perde le tracce di casa e inizia a spostarsi su un territorio molto vasto, fino ad avvicinarsi alla Garfagnana, rendendo più difficile il suo ritorno. L’associazione di salvataggio di levrieri e la sua presidente, Gallia Tempestilli, si attivano anche questa volta per salvare l’animale, con un’organizzazione impeccabile. Vengono distribuiti circa tremila volantini e numerose sono le condivisioni dell’annuncio di ricerca sui social media. La risposta della popolazione è stupefacente: in tantissimi partecipano alla ricerca di Febo, nella rete organizzata dall’associazione o in maniera autonoma. Il primo avvistamento documentato avviene a Pescaglia, da parte di persone che mentre passeggiavano avevano avvistato un levriero dal cappottino blu, che si allontanava con un’andatura zoppicante. Da quel momento, pochi altri sono stati gli avvistamenti e quasi nessuno attendibile. A complicare la situazione, la diffidenza di Febo verso gli umani sconosciuti, vista la sua storia di cane rescue, e le sue condizioni fisiche. Da diversi giorni il cane non ha cibo a disposizione e le sue zampette esauste sono, ormai, escoriate, per i troppi chilometri percorsi. Inoltre, il clima non gioca a suo favore: le basse temperature e poi la pioggia dei giorni successivi possono gravemente compromettere la salute del galgo spagnolo.

Ma Febo non si ferma, vuole ritrovare la strada di casa a tutti i costi. A sette giorni dalla sua scomparsa e dopo tantissime ore di ricerca da parte di tantissimi volontari, finalmente, si accende una speranza. Una famiglia che passeggiava nei boschi, poco distante dal punto in cui Febo era scappato, vede il cane e chiama immediatamente la proprietaria, che accorre sul posto. Il levriero si era creato un giaciglio a cui faceva ritorno, ogni giorno, dopo aver setacciato per chilometri le aree circostanti, alla ricerca di Elena. Febo inizialmente non riconosce la voce della neo-proprietaria giunta sul posto. Elena, cerca di rassicurarlo e alla fine, grazie a dei pezzi di carne, il cane si avvicina e, dopo averla riconosciuta, si lascia agganciare il guinzaglio per tornare dalla sua famiglia.

«Siamo esausti entrambi, non ho dormito per sette notti – dice Castellani – Ringrazio tutti coloro che ci conoscevano e i tanti sconosciuti che si sono prodigati in questa ricerca. È stato commovente sentire così tanta umanità e solidarietà da parte delle persone, nonostante l’ultimo anno sia stato difficile per tutti: senza di loro, non avremmo mai ritrovato il mio cane».
 

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