Il presidio
Due bambini positivi, le classi in quarantena
Il caso ad Altopascio, dove i contagi tornano a crescere. La sindaca D’Ambrosio: «È importante rispettare le regole»
ALTOPASCIO. Non siamo in una situazione pesante come quella dello scorso autunno, ma sotto il profilo coronavirus il quadro generale – sperando che si tratti di una tendenza destinata a invertirsi a breve – non è al momento dei più incoraggianti, anche ad Altopascio. I contagi hanno ripreso a crescere un po’ ovunque, e la Piana non fa eccezione (anzi), e in particolare non fa eccezione Altopascio, dove due classi (una della scuola elementare, l’altra della scuola media) da alcuni giorni sono state messe in quarantena. In ciascuna delle due, infatti, è stato riscontrato un caso di positività tra gli alunni. Da qui il provvedimento.
A preoccupare, dicevamo, è la tendenza, con Altopascio che nell’ultima settimana è stato stabilmente fra i primi tre comuni della Piana come numero di contagi, preceduto solo da Lucca e (nemmeno sempre) da Capannori (che però ha una popolazione tre volte superiore). Difficile individuare una causa esatta di questa situazione, sulla quale possono incidere molti fattori: dal fatto di essere un crocevia importante di molte direttrici di traffico alla vicinanza e all’inevitabile interscambio di contatti con i Comuni della vicina Provincia di Pistoia (che, ricordiamo, è insieme al quella di Siena una delle due province toscane dichiarate zona rossa, a causa dell’elevata percentuale di contagi): molti ragazzi frequentano le scuole al di là del confine e molti adulti si spostano tra Altopascio e Valdinievole per motivi di lavoro. Ma, al di là dell’insieme di fattori che può averle determinate, le cifre – perché per quanto fredde alla fine sono quelle che descrivono la situazione – descrivono un quadro che merita attenzione.
Nell’ultima settimana il numero di nuovi positivi non è mai sceso sotto il limite dei cinque casi: il dato meno negativo è stato registrato il primo marzo, ossia un lunedì, sulla base dei tamponi effettuati il giorno prima (quindi di domenica, quando il numero di esami è più basso). Una settimana fa esatta, il 27 febbraio, i nuovi positivi erano stati sette, così come domenica 28 febbraio. Poi i cinque già citati del primo marzo e, a seguire, sei casi martedì 2, addirittura 11 mercoledì 3, sei nella giornata di giovedì e ieri, in una sorta di montagne russe per niente divertenti, il dato ha ripreso a crescere, con otto nuovi positivi.
Da qui l’appello lanciato sui social dalla sindaca Sara D’Ambrosio: «L’invito alla prudenza è la premessa di ogni cosa, perché la situazione non è certo tranquilla. Ecco perché torno a ripetervi quanto sia davvero importante rispettare le regole e avere senso di responsabilità. La zona rossa va evitata, perché non solo chiederebbe sacrifici economici per le chiusure, ma imporrebbe nuovi sacrifici anche ai nostri ragazzi rimettendoli in didattica a distanza. Ci vogliono ristori economici congrui e immediati per le attività. Ci vogliono congedi certi e immediati per le famiglie. Ci vogliono aiuti e supporti psicologici diffusi alle famiglie, ai bambini e ai ragazzi. La salute fisica e mentale di ogni persona è il futuro che dobbiamo continuamente proteggere e garantire». —
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