Il presidio
Covid, un’altra vittima Aumentano i ricoverati all’ospedale San Luca
lucca. Ancora una vittima a causa del coronavirus. Si tratta di un uomo di 79 anni, Carlo Dati, di Lucca che si è spento ieri dopo un periodo di ricovero. Per quanto riguarda il numero di nuovi positivi – stando a quanto riportato nel bollettino di ieri dell’Asl Toscana nord-ovest – nella Piana di Lucca ci sono stati 46 casi mentre nella Valle del Serchio ce ne sono stati undici.
CONTAGI E VACCINAZIONI
Nello specifico ci sono stati 14 positivi a Lucca, 16 a Capannori, otto ad Altopascio, quattro a Montecarlo e quattro a Porcari. Nella Valle invece sono stati registrati tre casi a Borgo a Mozzano, uno a Camporgiano, uno a Gallicano, uno a Molazzana, quattro a Piazza al Serchio e uno a San Romano in Garfagnana. In tutto all’ospedale San Luca di Lucca sono ricoverate 61 persone delle quali 11 nel reparto di Terapia intensiva. Due giorni fa i ricoverati erano 55. Proseguono inoltre le vaccinazioni anti-Covid. In tutto nella Piana di Lucca sono state somministrate 12.715 vaccinazioni di cui 3.153 seconde dosi. Nella Valle del Serchio invece ne sono state somministrate 3.282 di cui 834 seconde dosi. I medici di famiglia inoltre, nel territorio della Piana di Lucca, hanno somministrato finora, agli ultraottantenni, 1000 vaccinazioni mentre nella Valle del Serchio ne sono state somministrate a oggi 501.
GLI ASSEMBRAMENTI
Proseguono però, stando a quanto fanno sapere da Confcommercio, le segnalazioni relative alla presenza di assembramenti incontrollati di persone lungo vie e piazze, in particolar modo nel centro di Lucca. Fenomeno, questo, che riguarda soprattutto i più giovani e che aumenta di intensità nel corso dei fine settimana. «Mentre a un pubblico esercizio, dotato di tutte le attrezzature per il mantenimento del distanziamento sociale e per il tracciamento dei propri clienti, viene impedito di poter servire ai tavoli – si legge in una nota dell’associazione – nelle piazze le persone si ritrovano a parlare fianco a fianco, magari senza mascherina. Non solo – prosegue la nota – ci sono categorie come quella dei bar ai quali dalle 18 in poi viene vietata anche la vendita per asporto. Per impedire, spiega il Governo, la creazione di assembramenti all’esterno dei locali. Peccato che nei mini e supermarket la vendita di bevande e alcolici sia consentita fino al loro orario di chiusura, ben oltre le 18. Va da sé che si tratti di una situazione a dir poco paradossale, che non frena in alcun modo la creazione di assembramenti in ordine sparso». —
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