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Caso Favilla, due condanne e un’assoluzione
I giudici di Firenze hanno rivisto le pene per i medici che avevano visitato il bambino pochi giorni prima della morte
Gianni Parrini
LUCCA. Caso Favilla, c’è la sentenza della corte d'Appello: condanne confermate per due medici seppure con pena ridotta, assolto il pediatra di famiglia. Ieri mattina i giudici della terza sezione della Corte d’Appello di Firenze si sono pronunciati sul caso di Alessandro Favilla, il bambino lucchese morto all'età di 10 anni, il 25 ottobre 2012 a seguito di una crisi respiratoria. Una storia tragica, che ha commosso Lucca e non solo, spingendo i genitori a intraprendere una lunga battaglia legale. Il loro bambino poteva essere salvato: questo il convincimento di Alessia Marraccini e Emanuele Favilla, che assistiti dall’avvocato Enrico Marzaduri e dall’avvocata Adele Boris, hanno portato in tribunale i medici che avevano visitato il ragazzino pochi giorni prima della morte. In primo grado il tribunale di Lucca aveva condannato per omicidio colposo legato a negligenza e imprudenza tre medici: Elisabetta Spadoni dell'Asl, Graziano Vierucci medico di libera scelta, e Giuseppe Fontana, pediatra della famiglia. Condanne pesanti: il dispositivo prevedeva due anni di reclusione per la dottoressa Spadoni, un anno e quattro mesi per Vierucci e Fontana. A tutti era stata concessa la sospensione condizionale della pena. Per il giudice del tribunale di Lucca i primi due medici avrebbero dovuto trattenere in ospedale il bimbo, visitato il 21 ottobre, per ulteriori accertamenti. Mentre il dottor Fontana, che lo visitò il 24, il giorno prima della morte avrebbe dovuto farlo immediatamente ricoverare. Per i genitori il bambino è morto a seguito di una malattia polmonare che un accurato esame pneumologico avrebbe potuto individuare. Secondo la difesa, invece, il bimbo sarebbe stato soffocato dal cibo o dal liquido (aveva bevuto del latte caldo) andatogli di traverso.
Questa mattina i giudici dell'Appello, che si erano presi 48 ore di tempo per decidere a seguito delle dichiarazioni rilasciate dai tre periti rilasciate dal tribunale, hanno emesso il verdetto: due condanne e un’assoluzione. I giudici hanno confermato le condanne per Vierucci, difeso dall’avvocato Filippo Cei, e Spadoni, difesa dall’avvocata Lodovica Giorgi ma hanno riconosciuto a quest’ultima le attenuanti generiche riducendo la pena a un anno e quattro mesi. Assolto per non aver commesso il fatto il dottor Giuseppe Fontana, difeso dall’avvocato Stefania Mezzetti.
Un verdetto che non soddisfa i genitori del bambino: «Speravamo in una sentenza più netta – dice la madre Alessia – Due condanne e un’assoluzione sono un verdetto a metà. Aspettiamo che vengano depositate le motivazioni della sentenza per poi valutare un ricorso in Cassazione. È una vicenda giudiziaria che va avanti da più di otto anni e cominciamo ad accusare la stanchezza perché non si arriva mai in fondo. La cosa che fa più male è pensare che mio figlio oggi avrebbe quasi 19 anni e in tutto questo tempo nessuno dei medici che lo visitarono, a parte uno di Roma, ci ha contattato per dire “mi dispiace”. Sbagliare è umano e siamo anche disposti a perdonare, ma è questa mancanza di umanità che ci ferisce». Anche l’avvocata Giorgi, legale di Spadoni preannuncia ricorso. —
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