Il Tirreno

Lucca

«Un omaggio per mio fratello: letture dal suo libro su Pascoli»

Barbara Antoni
«Un omaggio per mio fratello: letture dal suo libro su Pascoli»

L’attore Michele Placido racconta il forte legame con Vincenzo «Nostro padre scomparve prematuramente e lui prese il suo posto» 

2 MINUTI DI LETTURA





il ricordo

«Non appena sarà possibile, io e i miei figli ricorderemo Vincenzo con una lettura del suo libro su Pascoli. Chiederemo al teatro del Giglio di ospitarci: sarà il mio modo di dire grazie alla città che per anni ha ospitato mio fratello e della quale lui era così orgoglioso». Dalla sua casa romana, l’attore Michele Placido ricorda il fratello Vincenzo poche ore dopo la sua morte.

«Ci sono tante cose che vorrei raccontare – spiega –. Vincenzo era il maggiore di otto figli. Nostro padre morì prematuramente, a soli cinquantaquattro anni. Da allora, “Enzo” si dovette occupare di tutti noi. Avevo appena finito l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica quando avemmo questo lutto. Io debuttai nel ’79: mio padre non mi ha mai visto sul palcoscenico».

C’è sempre stato un forte legame tra i due fratelli. Michele lo testimonia. «Ogni spettacolo che facevo – continua nel suo racconto –, Vincenzo mi veniva a vedere: mi ha sempre dato consigli straordinari. Lui era più colto di me. Ha svolto la sua professione di insegnante di lettere e filosofia con grande passione, ma si è a lungo anche occupato di politica nel senso schietto, al di sopra dell’ideologia. E si è sempre voluto occupare anche di cultura».

«Mio fratello – prosegue Michele Placido – ha sempre manifestato l’idea di riposare a Lucca quando fosse sopravvenuta la sua morte. Io invece continuo a frequentare molto la Puglia, la nostra terra di origine. Mi fa piacere questo suo desiderio di rimanere a Lucca: è perché l’ha amata molto, più del suo paese natale: si ama di più la città in cui si è vissuti a lungo, che ci ha accolto. E Lucca per lui era la città ideale. A Vincenzo devo di avermi trasmesso il pensiero per la cultura. Mi ha insegnato a leggere i grandi autori che non conoscevo. E poi Pascoli, per il quale Vincenzo aveva un amore fortissimo. Mi sono complimentato con lui quando ha pubblicato “Zvanì. Il fanciullino di casa Pascoli”. Purtroppo non abbiamo avuto il tempo parlarne insieme. Per questo partiremo proprio dal libro per fare un omaggio a Vincenzo». —

Barbara Antoni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web