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Lo scienziato Pellegrini racconta l’elettrone che ha cambiato le nostre vite

Lo scienziato Pellegrini racconta l’elettrone che ha cambiato le nostre vite

Originario di Marlia ha dedicato un libro a questa particella. Il volume (Codice Edizioni) con prefazione di Massimo Sideri uscirà il 24 marzo

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CAPANNORI. Per chi mastica poco di scienza parlare di elettrone può spaventare, un qualcosa di oscuro e misterioso. Ma questa particella elementare è stata protagonista di tante scoperte quotidiane e nell’uso quotidiano è presente in tanti elettrodomestici e apparecchi elettronici. All’elettrone il professor Vittorio Pellegrini, scienzato originario di Marlia e direttore dell’azienda Bedimensional, fondata nel 2016, con 25 dipendenti, spin-off dell’Istituto di tecnologia di Genova, ha dedicato un libro. Ne "Il lampo dell’elettrone" ripercorre le scoperte e la storia di una particella fondamentale che ha cambiato la nostra vita.

«Una pallina che da quando è stata lanciata nel campo da gioco della scienza, poco più di cento anni fa, ha rivoluzionato le nostre vite creando tecnologie e modificando il nostro modo di interpretare la realtà - racconta lo scienziato capannorese - un libro che è un po’ un saggio accademico ma per lo più è un romanzo pop che mi ha permesso di capire quanto siano affascinanti la scienza e i suoi protagonisti e quanto è bello rappresentarla. Tanti anni di lavoro condensati in questo libro grazie a Codice Edizioni che ha creduto in questo progetto. L’autorevole Massimo Sideri che mi ha onorato scrivendo la prefazione». Il libro, in uscita il 24 marzo ma già disponibile in prevendita, nasce da articoli di divulgazione scientifica iniziati a scrivere più di dieci anni fa.

«Poi, rileggendoli, ho notato che tutti ruotavano intorno alle proprietà dell’elettrone - dice Pellegrini - Da qui l’idea di una storia di persone e di scoperte tecnologiche legate all’elettrone a partire dalla sua scoperta a fine Ottocento fino ai giorni nostri. Storie di scoperte, dalla superconduttività nei materiali al grafene, dai raggi X al transistor. Un volo nella storia della scienza e della tecnologia degli ultimi cento anni. Ma è anche un libro che vuole raccontare cosa è la scienza. Tutti pensano che sia una disciplina ferrea con regole granitiche, ma la definisco come un gioco, con regole precise ma dove vince chi osa». Pellegrini è uno dei massimi esperti di grafene, il materiale del futuro. Pellegrini era balzato all’attenzione nazionale nel 2014 per avere messo a punto il prototipo della batteria di grafene con un’efficienza superiore a quelle al litio.

«Una vera e propria transizione ecologica che permetterà di affrancarci dal petrolio. La mia azienda insieme al colosso tedesco Varta ha dimostrato che la combinazione di grafene e silicio nelle batterie ioni litio le rende più efficienti di oltre il 30 per cento». Ma il grafene può aiutare a combattere anche la pandemia del virus. «Il grafene è un materiale antibatterico e può essere usato per creare dei filtri antivirali - dice l’esperto - La sua caratteristica maglia ad atomi di carbonio può essere utilizzata per intrappolare strutture molecolari molto piccole come le particelle virali. All’interno del progetto europeo Graphene Flagship è stato creato un gruppo di ricerca per sviluppare tecnologie anti Covid basate sull’utilizzo del grafene. Per esempio è già stato sviluppato un sensore in grado di rivelare le particelle virali anche quando la loro concentrazione è bassissima. Il vantaggio di questi sensori è anche quello che sono flessibili e biodegradabili e possono essere stampati direttamente sulla pelle».

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