«Insultato su di una chat perché gay e di destra ho già sporto querela»
Il racconto di un militante di Fratelli d’Italia
La testimonianza
Offeso su una chat perché gay e di destra. Non ci sta Alessio Bertolacci, 20 anni, originario della Media Valle, militante di Fratelli d’Italia attivo a Capannori. È lui a raccontare un episodio, definendolo una forma di «odio ideologico, gli ideali politici e la sfera sessuale più intima devono restare separati».
Offese omofobe che potrebbero avere anche strascichi giudiziari. «Ero su una app di incontri per soli uomini – racconta il giovane iscritto a Fratelli d’Italia – quando, per il solo fatto di essere di destra e omosessuale sono stato insultato in modo sprezzante e intollerabile, senza alcun rispetto per le mie idee e la mia identità sessuale. Nella chat avevo premesso che l’orientamento politico non era importante, ma invece sono stato attaccato da una persona che mi ha definito un fascista, cosa che non sono, perché Fratelli d’Italia non è un partito fascista. Oltretutto la sua ricostituzione è proibita dalla Costituzione. Secondo chi mi ha offesto il mio essere di destra sarebbe in contrasto con la mia omosessualità». A indignare il giovane attivista è stata la volgarità delle parole ricevute: «Una frase molto offensiva con espliciti riferimenti alle tendenze sessuali e alla militanza a destra. Sono abituato agli insulti, alle medie ho subito atti di bullismo e sono stato costretto anche ad abbandonare la scuola che poi ho ripreso. Qui però abbiamo esagerato, questo è un odio su base ideologica, senza rispetto per l’altro, semplicemente perché si esprime un pensiero diverso, aggiunto ai pregiudizi nei confronti delle persone omosessuali. Tutto questo non è accettabile. Oggi (ieri ndr) sono andato dai carabinieri per sporgere querela». —
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