Martinelli è morto per il gravissimo trauma cranico
Luca Tronchetti
LUCCA. L’autopsia conferma l’ipotesi iniziale. Leo Martinelli, 62 anni da compiere proprio alla vigilia del decesso, è deceduto in seguito ad un importante trauma cranico con lesioni encefaliche incompatibili con la vita. Il pensionato è caduto all’indietro dalla scala che stava utilizzando per arrivare sul tettino dell’oratorio della chiesa di Nave posto a circa due metri di altezza. Sul piano investigativo resta da capire se è caduto dalla scala o con la scala. Su quello medico legale verranno eseguiti alcuni esami tossicologici ed istologici (con prelievo di tessuti e al cuore) proprio per escludere che quella caduta sia dipesa da un malore improvviso conseguenza di un’ischemia o di un infarto. Al momento, dopo l’esame necroscopico durato oltre tre ore, non sono emersi elementi che facciano pensare ad una morte differente rispetto a quella conseguente alla caduta accidentale.
All’obitorio dell’ex Campo di Marte, durante le operazioni peritali, oltre al medico legale Stefano Pierotti, che ha eseguito l’accertamento diagnostico irripetibile per conto del sostituto procuratore Salvatore Giannino, c’era un anatomopatologo nominato dal legale del sacerdote di Nave, don Claudio Ticcioni, indagato con l’accusa di omicidio colposo con violazione della normativa antinfortunistica. Infatti, come stabiliscono alcune sentenze della Cassazione, il parroco assume una posizione di garanzia nei confronti di chi effettua lavori all’interno della chiesa o dell’edificio ecclesiastico. E quindi non è sufficiente ad evitare la responsabilità penale e civile l’offerta a titolo gratuito e volontario di una persona a prestare la sua opera e il suo lavoro all’interno di un edificio.
Stamani il magistrato darà il nullaosta per la sepoltura in modo da consentire alla famiglia di celebrare i funerali del congiunto. —
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