Vaccinati a Borgo Giannotti sei ultraottantenni: «S’è visto di peggio»
La prima a essere immunizzata è una 97enne di Lucca. Si chiama Eni e ha vissuto la guerra quand’era giovane
LUCCA. «Se n’è viste di peggio». La signora Eni Torriani, lucchese di 97 anni, può dirlo forte. Quando era ragazza abitava in Garfagnana e per mesi dovette assistere agli scontri tra truppe tedesche e americani della divisione Buffalo che si fronteggiavano a colpi di fucile sulla linea Gotica. Eppure oggi, a quasi ottant’anni di distanza, raccoglie le forze per dire che sì, è «contenta», di poter fare questo vaccino. Perché il Covid, ormai lo abbiamo imparato, rappresenterà per le odierne generazioni quello che la guerra ha significato per quelle del secolo scorso. Torriani la sua seconda battaglia la finisce oggi: è la prima ultraottantenne a essere vaccinata in provincia di Lucca. A inocularle il vaccino è stato il dottor Francesco Rossi, unico medico della provincia a dare avvio alla nuova fase della campagna di immunizzazione, quella che coinvolge i medici di famiglia e punta a proteggere gli ultraottantenni. Che in provincia sono un bel po’: circa 32mila. «Ci vorrà un po’ di tempo per vaccinarli tutti – dice il dottor Luigi Rossi, direttore della zona distretto Piana di Lucca – L’importante è che arrivino le dosi: presto avremo anche i vaccini di Moderna (ora utilizzati per il personale del 118, ndr) e con quelli potremo avviare anche le vaccinazioni a domicilio che con il prodotto di Pfizer non sono fattibili».
Presente all’evento anche il presidente dell’Ordine Umberto Quiriconi: «I medici hanno risposto bene – dice – Anche se ci sono delle perplessità per la preparazione del vaccino che è piuttosto articolata». Per questi motivi inizialmente prenderanno parte alla campagna i dottori inseriti nelle medicine di gruppo, dove ci sono spazi e personale per poter gestire la vaccinazione. Dopodiché saranno coinvolti anche gli altri medici. Intanto il primo a partire è stato un “giovane”: il dottor Francesco Rossi, 37 anni, che ieri ha inoculato il vaccino Pfizer a sei anziani. «Si tratta di quattro donne e due uomini, tutti di età compresa tra i 97 e i 92 anni. Ho scelto io seguendo l’anagrafe: sono partito dai più anziani e nessuno ha rifiutato. Da lunedì cominceranno anche i miei colleghi: ogni medico avrà una fiala da sei dosi a settimana». Facendo due conti a questi ritmi ci vorrebbero quattro mesi e mezzo solo per vaccinare gli anziani. Ma il sistema è destinato a migliorare progressivamente.
L’importante era partire e così è stato: «Quando il medico l’ha chiamata – racconta Emilio Salotti, nipote della signora Torriani – mia nonna era un po’ perplessa. Io e mio padre abbiamo dovuto fare una piccola opera di convincimento e mi pare che abbia funzionato: ora è contenta anche se un po’ stranita da tutta questa attenzione. Almeno adesso potrò vederla più spesso: in quest’anno sono andato a trovarla solo tre volte per non correre il rischio di contagiarla. Di salute sta bene, ha solo qualche problemino a una gamba che la costringe a muoversi sulla sedia a rotelle ma per il resto è apposto».
Alle operazioni assiste anche il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini: «Mi sembra che i medici stiano facendo un ottimo lavoro – dice – Il vaccino è l’unica arma che abbiamo per superare questa emergenza. Smettiamola con polemiche inutili». Alla spicciolata arrivano anche gli altri cinque anziani che devono sottoporsi alla vaccinazione, tutti ovviamente accompagnati da parenti più giovani vista la loro veneranda età. Questi i loro nomi: Cesare Viani, 94 anni; Maria Federiga Petrini, 93 anni; Piero Baroni, 92 anni giusto ieri; Nella Fabi, 93 anni; Alda Dell’Omodarme, 96 anni. —
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