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Settimana di presidio davanti alla Manifattura per dire «no» a Coima
A lanciare l’iniziativa è il movimento “Manifatturiamo”: "È un bene pubblico e deve restare di proprietà di Lucca"
LUCCA. Una settimana di mobilitazione, con un presidio permanente, per invitare il consiglio comunale di Lucca a rigettare definitivamente il progetto proposto da Coima e fondazione Cassa di Risparmio, sulla destinazione della ex Manifattura tabacchi, da tempo al centro di accese polemiche per quanto concerne la destinazione. A lanciare l’iniziativa è il movimento “Manifatturiamo”, intenzionato a portare avanti la protesta per fermare quello che, secondo i suoi rappresentanti, sarebbe uno scempio per la città e uno schiaffo alla sua memoria storica.
A partire da oggi e fino a martedì 16 febbraio, data in cui si riunirà il consiglio comunale per decidere le sorti dell’immobile di via Vittorio Emanuele, il movimento stazionerà, dunque, sotto il loggiato di palazzo Pretorio, in piazza San Michele, per ribadire, con striscioni e volantini, la contrarietà all’esecuzione del progetto «che danneggerà irrimediabilmente la comunità lucchese, dal punto di vista sociale, culturale, economico e ambientale» affermano Nicoletta Gini, Matteo Masini e Isabella Nutini, esponenti del movimento che aggiungono: «L’ex Manifattura è un bene pubblico e deve restare di proprietà di Lucca, in quanto edificio di rilevanza storica che racconta il lavoro di migliaia di donne e le loro battaglie per la conquista dei diritti civili. Siamo stupiti – proseguono – dell’incapacità, da parte del sindaco e della giunta, di gestire un bene tanto prezioso per la città, la cui destinazione non può essere appartamenti extralusso per ricconi, con tanto di parcheggio privato, ma dovrebbe invece essere a uso comune e concentrarsi sulle esigenze della nostra realtà urbana, che ha bisogno di edifici scolastici adeguati e centri culturali che scarseggiano».
Tanti, secondo “Manifatturiamo”, i nodi da sciogliere e tanti i motivi per annullare un progetto, a detta del movimento, «disastroso», anche perché priverebbe l’amministrazione degli introiti dei parcheggi gestiti da Metro. E a risentirne sarebbe anche la viabilità e le condizioni ambientali della zona. «Durante il presidio cercheremo di sensibilizzare i cittadini e informarli circa le conseguenze di una svendita scellerata dell’edificio» continuano gli esponenti del movimento, i quali chiedono che la fondazione Crl non sia l’unico interlocutore del Comune. —
Rossella Lucchesi
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