Il Tirreno

Lucca

l’altra versione 

Lite in strada, parla l’automobilista «Colpito in viso, mi sono solo difeso»

Luigi Spinosi MARLIA.;

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«Aggressore? In realtà io sono l’aggredito»: sull’episodio di lunedì mattina a Marlia, con la violenta lite tra un automobilista e un camionista, interviene una delle due parti in causa. Ossia il guidatore dell’auto, che fornisce una versione ben diversa da quella ricostruita sul momento sulla base della testimonianza dell’unico presente al momento dell’arrivo dei carabinieri, ossia il camionista.

Quest’ultimo aveva dichiarato di essere stato aggredito dall’automobilista con una sbarra di ferro, con la quale aveva spaccato il parabrezza del camion colpendo anche lo stesso conducente (poi andato al San Luca a farsi refertare). La vicenda lunedì si era (momentaneamente) chiusa con la denuncia nei confronti dell’automobilista. Questa la prima campana della storia, ma le campane sono due, e quella dell’altro protagonista ha tutto un altro suono.

«Domani (oggi per chi legge ndr) presenterò una controquerela con il referto del pronto soccorso – replica l’automobilista – sì, perché anch’io son dovuto andare all’ospedale. Del resto il primo a prendere le botte sono stato io e i miei occhi neri lo dimostrano». Una vicenda nata, come detto, da un banale diverbio stradale, subito degenerato: «Io ho fatto uno sbaglio – riprende l’automobilista – un banale errore di distrazione quando, nello svoltare, mi son dimenticato di mettere la freccia. È stato a quel punto che il camionista ha cominciato a sbraitare verso di me. C’è stato un primo diverbio, prima del semaforo: ci siamo fermati ma non c’è stato nemmeno il tempo di parlare che sono stato colpito al volto». La vicenda non è terminata una volta che i mezzi sono ripartiti la vicenda. Il diverbio è proseguito fino alla seconda “puntata”, all’altezza della stazione di servizio: «Il camionista mi ha anche sputato in faccia. E non è certo una cosa piacevole, soprattutto in questo periodo, con la paura del Covid. È stato questo che ha fatto scattare la molla. Ho preso la prima cosa che ho trovato lì per terra, questa sbarra di ferro, ma per difendermi, non avevo certo intenzione di fare del male a qualcuno o di spaccare qualcosa. Per sbaglio ho colpito il parabrezza, e sono disposto a ripagarlo. Il camionista dice di essere stato colpito? Non me ne sono nemmeno accorto, ma nel caso non c’era certo la volontà di farlo. Nella vita ho avuto fin troppi problemi, figuriamoci se ho voglia di andarmi a cercare altri guai».

Adesso ci sono entrambe le versioni, spetterà a chi indaga e alle telecamere, cercare di ricostruire in modo neutro l’accaduto. —

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