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Il lockdown fa calare i furti in casa, ma aumentano le violenze in famiglia

L.C.
Il lockdown fa calare i furti in casa, ma aumentano le violenze in famiglia

I dati dell’apertura dell’anno giudiziario: in diminuzione separazioni e divorzi, più numerose le procedure immobiliari 

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lucca. L’effetto Covid sul lockdown è stato travolgente. Da una parte, nellla modifica del “cocktail” di reati che più spesso sono arrivati sul tavolo della procura. Dall’altra, con un congelamento dei procedimenti, sia penali che civili, nelle stanze del Galli Tassi. Lo raccontano le relazioni preparate in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in Corte d’Appello a Firenze, che fotografano lo stato della giustizia in Toscana tra il 1° luglio 2019 e il 30 giugno 2020.

la procura

Per quanto riguarda la parte della procura, che nel periodo in questione era guidata prima da Pietro Suchan e poi da Piero Capizzoto (come facente funzione), l’andamento nel primo semestre dello scorso anno ha visto una generale frenata sul fenomeno dei furti in appartamento: anche in provincia di Lucca la forzata clausura imposta dal lockdown ha lasciato meno margine di iniziativa ai topi d’appartamento. C’è, però, un rovescio della medaglia preoccupante: l’aumento delle violenze e dei maltrattameni in famiglia, anche alla presenza di minori. Un fenomeno che trova un (parziale) sollievo nel buon funzionamento del circuito del Codice rosa, nel quale Lucca, grazie soprattutto all’impegno della dottoressa Piera Banti, è stata città all’avanguardia.

Secondo quanto riportato dal procuratore generale Marcello Viola, il periodo del lockdown ha portato a un aumento dell’infiltrazione mafiosa, con le organizzazioni criminali a caccia di attività messe in crisi dalla pandemia. Tuttavia in questo caso il territorio lucchese pare rappresenteare un’eccezione: le cosiddette “Sos” (segnalazioni di operazione sospette) arrivate alla procura di Lucca sono state (si legge nella relazione) «poche e comunque di scarsa rilevanza».

il tribunale

Da marzo a maggio l’attività degli uffici giudiziari, sia civili che penali, è stata congelata. E questo ha influito da un lato sulle nuove cause “entrate” e dall’altro su quelle “uscite” dal circuito giudiziario. Nel settore penale sono stati iscritti 7.285 procedimenti (diminuzione del 7,1%) e ne sono stati definiti 6.768 (diminuizione del’11,1%).

Dinamica simile, con un doppio calo, nel settore civile. Una flessione che riguarda anche il diritto di famiglia, in particolare quello del matrimonio: a cavallo fra 2019 e 2020 separazioni e divorzi consensuali sono stati 570, contro i 750 dell’anno precedente,e quelli giudiziali 318 contro 428. Sono invece in aumento i procedimenti del giudice tutelare, in particolare quelli che si riferiscono alle amministrazioni di sostegno.

Diminuiscono le cause di lavoro e previdenziali, mentre aumentano (di poco) le esecuzioni immobiliari che si devono peraltro scontrare con la difficoltà a piazzare i beni all’asta. —

L.C.

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