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Dopo 5 anni lasciano i gestori dell'hotel La Pergola: «Mi spiace per chi perderà il lavoro»

Luigi Spinosi
Dopo 5 anni lasciano i gestori dell'hotel La Pergola: «Mi spiace per chi perderà il lavoro»

Barga, mancato accordo con la proprietà sul rinnovo dell'albergo, poi la mazzata Covid: in vendita tutte le attrezzature e gli arredi

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BARGA. Il Covid ha avuto il suo peso certo, e non indifferente, ma è stata un po’ la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, così il 5 febbraio, alla scadenza del contratto che li lega alla proprietà, gli attuali gestori lasceranno l’hotel La Pergola, uno dei luoghi simbolo della ricettività barghigiana. L’albergo ha una lunga storia alle spalle, e nelle sue stanze hanno alloggiato anche molti dei vip che sono arrivati a Barga, a cominciare dagli attori che nel corso degli anni hanno calcato il palcoscenico del teatro dei Differenti. Adesso però, se non arriveranno nuovi gestori, quell’hotel rischia di rimanere chiuso.

Intanto si chiude l’esperienza di Martina Lunatici che nel 2015, con il suo compagno Massimo Martinelli, aveva rilevato (dopo un anno di gestione congiunta con la proprietà) la guida dell’hotel. Un addio che lascia un po’ di amarezza, ma che lo stesso non affossa il suo innato ottimismo: «Lasciamo, ma non solo per il Covid – dice Martina Lunatici – l’hotel è rimasto agli anni settanta e aveva bisogno di interventi per renderlo al passo coi tempi, ma non abbiamo trovato un accordo con la proprietà. Le nostre proposte purtroppo non hanno trovato una risposta e, alla scadenza del contratto, abbiamo deciso di lasciare. La proprietà ci era venuta incontro per tre mesi, da marzo a maggio, nel periodo più duro del lockdown, riducendo l’affitto del 50 per cento, ma poi è si è tornati all’affitto pieno, e a quelle condizioni non era più possibile andare avanti. Anche perché la clientela, a causa della pandemia, si era drasticamente ridotta, a un terzo rispetto agli anni prima, a voler dir tanto».

Per il suo futuro Martina non si mostra preoccupata («Sono ottimista per natura») e, oltre al suo ruolo di mamma e a quello di insegnante all’alberghiero di Barga, ha già un’idea di quel che fare dopo, anche se non lo svela («Ho tantissimi progetti però»). Ottimista, ma un po’ di rammarico c’è lo stesso: «Quello che mi mancherà sarà il contatto con le persone, con gli ospiti dell’albergo. Quello che mi piaceva veramente di questo lavoro era vedere persone di tutto il mondo, parlare con loro. E mancheranno le “mie donne”. Sì, lo so che tecnicamente si dovrebbero chiamare “dipendenti”, ma non rende l’idea del rapporto che c’era e dell’importanza che hanno avuto per questa attività. Sono in due, con contratto a tempo indeterminato, che adesso resteranno senza lavoro: una ragazza di 40 anni e una signora cui manca poco per andare in pensione. Ecco, questa è la cosa che mi fa più male. Mi dispiace tanto per loro, ma se ciò che farò in futuro me lo consentirà, saranno le prime a cui mi rivolgerò».

Un futuro non rivelato ma che presumibilmente non sarà legato all’hôtellerie, visto che prima di chiudere l’attuale gestore ha messo in vendita tutte le attrezzature e gli arredi che aveva acquistato nel corso degli anni: «Li abbiamo messi sui siti di vendita on line e, fino a mercoledì, saremo in albergo, per chiunque fosse interessato a vederli e ad acquistarli».

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