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Focolaio Covid alla clinica Barbantini, nuovo giro di tamponi

Focolaio Covid alla clinica Barbantini, nuovo giro di tamponi

La struttura di via del Calcio ha bloccato i ricoveri per una settimana. Tra i positivi anche un medico

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LUCCA. Ci sarebbe anche un medico tra gli operatori della clinica Barbantini risultati positivi al Covid. Oggi nuovo giro di tamponi.Nella struttura di via del Calcio all’inizio della scorsa settimana sono stati scoperti dei casi di positività al Covid. Così da mercoledì sono stati bloccati i ricoveri ed è stata avviata un’indagine epidemiologica su ospiti e personale. Al momento i casi di positività accertati sono dieci (6 ospiti e 4 lavoratori), in più ci sono un paio di operatori risultati debolmente positivi che sono stati sottoposti nuovamente a tampone per confermare o cancellare l’ipotesi del contagio.

Il dottor Claudio Altamura, amministratore della struttura, ha spiegato ieri al Tirreno che la clinica Barbantini per la prossima settima chiuderà la degenza chirurgica e le Cure intermedie per effettuare la sanificazione dei luoghi e ripetere nuovamente i test su tutto il personale. I pazienti presenti (10 in Chirurgia e una quindicina nel setting di Cure intermedie) sono stati quasi tutti dimessi. Nel momento in cui scriviamo risultano ancora presenti nella struttura solo due pazienti, la cui dimissione dovrebbe avvenire nella giornata di oggi, previo tampone negativo. Gli ospiti risultati positivi sono invece stati presi in carico dall’Asl e trasferiti nei reparti di Cure Intermedie del Campo di Marte o nelle aree Covid del San Luca, sulla base della gravità delle loro condizioni.

All’interno della struttura lavorano circa 120 persone tra personale diretto e operatori della cooperativa la Salute. La clinica, molto apprezzata negli ambienti sanitari, eroga prestazioni chirurgiche e ambulatoriali nell’ambito della Medicina generale, Angiologia, Ortopedia, Oculistica, Chirurgia generale, Chirurgia Endocrina. Durante l’emergenza Covid, a seguito di una convenzione stipulata con l’Asl nord ovest, la clinica ha messo a disposizione della sanità pubblica le sue sale operatorie per consentire lo svolgimento di quegli interventi che al San Luca non potevano essere effettuati per via dell’emergenza Covid. Tutto questo è avvenuto principalmente nella prima ondata, quando l’attività chirurgica del San Luca si è ridotta a causa dell’alto numero di pazienti Covid ricoverati.
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