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Lascia aperte bombole del gas accanto alla sede di Forza Italia
In azione il solito pensionato mentalmente fuori controllo e già arrestato sei volte Verrà denunciato di nuovo, ma senza un intervento dell’Asl la comunità è a rischio
LUCCA. Adesso la misura è colma. Ed è alto il rischio che – senza un provvedimento immediato da parte sia dell’autorità sanitaria che di quella giudiziaria – si possa verificarsi una tragedia che può coinvolgere chiunque a San Concordio. Perché ieri sera verso le 19,45 il solito pensionato di 75 anni, arrestato sei volte dalla polizia nel giro di poco tempo e sempre per danneggiamento, ha lasciato di fianco all’ingresso di un edificio vicino a via Urbicciani, attuale sede di Forza Italia, due bombole del gas aperte. La matrice politica però non c’entra nulla. L’anziano poteva piazzarle ovunque con il rischio di provocare una tremenda esplosione. Fortuna ha voluto che un vicino di casa, accortosi di quanto stava accadendo, ha avvisato telefonicamente i vigili del fuoco e la centrale operativa della polizia. I pompieri sono intervenuti tempestivamente e hanno chiuso le bocchette dalle quali fuoriusciva il gas. Il settantacinquenne è stato individuato dagli agenti della volante che lo hanno accompagnato in questura denunciandolo a piede libero. Ma più che la denuncia (il reato di danneggiamento è stato depenalizzato, è di competenza del giudice di pace e non prevede l’arresto e anche con quello di procurato allarme si va poco lontano) serve un trattamento sanitario obbligatorio attraverso l’intervento dell’Asl e del medico curante.
I PRECEDENTI
L’ultimo precedente risale alla fine di ottobre 2020 quando il pensionato venne arrestato dalla polizia dopo l’ennesimo danneggiamento. Nella circostanza si era scagliato, senza motivo, contro una bicicletta colpendola ripetutamente. E per bloccare il pensionato si è reso necessario l’intervento dei sanitari armati di sedativi. Il 16 ottobre si era scagliato contro le auto in sosta. Prima aveva spaccato la maniglia antipanico di una macelleria sul viale San Concordio e, qualche ora dopo, era tornato in azione cominciando a colpire i cartelli dei lavori in corso nella zona di via Puccetti. Infine con in mano la solita maniglia aveva continuato a sfogare la sua rabbia contro le auto in sosta sino all’arresto della polizia. Agli agenti aveva dichiarato di comportarsi in quel modo «per noia» mentre al giudice che chiedeva spiegazioni – durante l’udienza di convalida – sul suo comportamento lui, serafico, aveva risposto «non lo so nemmeno io». Accompagnato al San Luca l’anziano era stato dimesso senza che i sanitari certificassero la sua incapacità di agire. Per i medici è capace d’intendere e volere. Anche se, con il suo modo d’agire, dimostrerebbe l’esatto contrario. —
Luca Tronchetti
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