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Vaccinazioni a rilento per i ritardi di Pfizer. Ma per i volontari 118 c’è quello di Moderna

Gianni Parrini
Vaccinazioni a rilento per i ritardi di Pfizer. Ma per i volontari 118 c’è quello di Moderna

Il dottor Nicolini: «Gìà effettuate 500 somministrazioni». Prodotto più facile da gestire: “bastano” 20 gradi sotto zero

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Gianni Parrini

Lucca. Vaccini, è il turno di Moderna: iniziata la somministrazione a personale e volontari delle associazioni che svolgono il servizio del 118. I vaccini prodotti dall’azienda americana sono conservati all’ospedale Versilia. «Abbiamo già fatto la prima dose a 500 operatori, circa un terzo provenienti dalle associazioni della Piana e della Valle del Serchio – spiega il dottor Andrea Nicolini, responsabile del 118 per le aree di Lucca, Versilia e Massa – È andato tutto bene: non ci sono stati effetti collaterali o eventi indesiderati. Procediamo a una media di 100 somministrazioni al giorno e dobbiamo arrivare a vaccinare circa 3.000 operatori che si occupano del servizio 118. I tempi? Dipendono dalle dosi. Abbiamo quasi esaurito la prima tranche e riprenderemo la campagna da lunedì, quando ci saranno anche nuovi quantitativi a disposizione».

Il prodotto realizzato da Moderna è uno di quelli definiti di “nuova generazione”, è basato cioè sul principio del Rna messaggero come nel caso del prodotto della Pfizer-Biontech. Ma diversamente da quest’ultimo, il vaccino di Moderna è più facile da gestire: «Per essere trasportato e mantenuto – spiega Nicolini – il prodotto di Pfizer-Biontech richiede una cosiddetta “catena del freddo” piuttosto impegnativa: servono celle da -80 gradi centigradi e questo ovviamente complica molto le cose. Quello di Moderna, invece, è un prodotto che si conserva a -20 gradi e anche la sua gestione operativa è meno complessa e quindi meno sottoposta al rischio di deterioramento. Il vaccino viene consegnato in flaconcini da 10 dosi ed è ora conservato all’interno di celle refrigeranti dell’ospedale Versilia, dove è stata predisposta l’unità vaccinale che fa capo alla parte nord dell’Asl e copre Lucca, Massa e la Versilia. Un’altra unità vaccinale è operativa all’ospedale di Livorno e copra la zona sud. Il richiamo con Moderna va fatto dopo 28 giorni e non dopo 21 come nel caso del prodotto di Pfizer».

Al momento le vaccinazioni effettuate col prodotto di Moderna – che ricordiamo: destinato per adesso solo al personale e ai volontari del 118 – sono le uniche in corso eccezion fatta per i richiami. La Regione, infatti, ha annullato gli appuntamenti già presi per la somministrazione delle prime dosi del prodotto di Pfizer. Il taglio del 29% dei rifornimenti comunicato dall’azienda ha comportato uno stravolgimento delle attività già programmate. Vista l’esiguità dei quantitativi rimasti, la Regione ha stabilito che vengano utilizzati per fare il richiamo a chi ha già avuto la prima dose. Tutto il resto dell’attività è sospesa e lo resterà probabilmente anche la prossima settimana, visto che Pfizer ha annunciato che anche il prossimo rifornimento subirà un taglio del 20% rispetto a quanto previsto. E così le vaccinazioni sono bloccate. I numeri parlano chiaro: all’inizio della campagna la Toscana puntava a vaccinare 6mila persone al giorno, traguardo raggiunto o sfiorato nella prima settimana. Adesso siamo scesi sotto le mille somministrazioni giornaliere, compresi i richiami. A Lucca (Piana e Valle) siamo arrivati a 3.037 solo perché ci sono stati un centinaio di richiami conteggiati, altrimenti da giorni saremmo fermi sui 2.800- 2.900. Stesso discorso per gli ospiti delle Rsa. Così le agende per la prenotazione degli appuntamenti del personale sanitario e dei medici di famiglia restano chiuse e l’avvio della vaccinazione sulla popolazione over80, prevista per metà febbraio, rischia di slittare a marzo. —

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