Il presidio
Il livello dei Pm10 e le previsioni meteo fanno scattare le ordinanze antismog
Da oggi e per sei giorni scatta il divieto di accendere caminetti e di muoversi sui veicoli più vecchi e inquinanti
CAPANNORI. I numeri dicono stop alle auto inquinanti, ai falò e anche ai caminetti. Stiamo parlando dei numeri che arrivano dalla centralina Arpat di Capannori per i rilevamenti dell’inquinamento dell’aria, e che rappresenta il punto di riferimento non solo per il Capannorese, non solo per il resto della Piana Lucchese, ma anche, al di là dei confini provinciali, per la Valdinievole.
Quei numeri dicono che si è raggiunta la condizione di “Icqa 2”.Traducendo, vuol dire che l’indice di criticità per la qualità dell’aria (l’Icqa appunto) ha toccato un livello tale da comportare, in automatico, l’adozione delle misure previste dai Piani di azione comunale contro l’inquinamento. In sostanza devono scattare le ordinanze che impongono i comportamenti da tenere contro l’inquinamento, in una fascia di territorio che parte da Lucca a Ovest e arriva a Monsummano a Est.
A far scattare il livello di “allerta smog” è la somma di due numeri: quello che arriva dalla centralina (le volte in cui, nell’ultima settimana, si è superato il limite di emissione dei Pm10) e quello – che dal consorzio Lamma – di giorni in cui si prevedono condizioni meteo favorevoli all’accumulo di smog. Ebbene, se quel numero raggiunge quota sette scattano il livello “Icqa 2” e a ruota le ordinanze. Questo perché nell’ultima settimana la centralina di Capannori ha registrato ben quattro sforamenti nel limite di emissioni di Pm10 (fissato a 50 microgrammi per metro cubo, in simboli µg/m³), mentre le previsioni del Lamma indicano condizioni meteo critiche per i prossimi tre giorni. E quattro più tre fa appunto sette.
Ed ecco cosi che da oggi, e per sei giorni, ad Altopascio, Capannori, Lucca, Montecarlo e Porcari (le amministrazioni che hanno sottoscritto il Piano di azione comunale), e, al di là del confine, nei Comuni della Valdinievole, entra in vigore l’ordinanza antinquinamento. Nel dettaglio il provvedimento vieta, nelle abitazioni fino a 200 metri sul livello del mare, l’accensione degli impianti di riscaldamento domestico a biomasse (nel caso in cui questi non siano l’unica fonte di riscaldamento). Il divieto di uso di legna da ardere riguarda i caminetti o gli altri impianti di qualsiasi tipo che non garantiscano un rendimento energetico adeguato e basse emissioni di monossido di carbonio, a esclusione delle stufe a pellet. Inoltre negli stessi giorni, nella fascia oraria dalle 7,30 alle 19,30 non potranno circolare le autovetture diesel e benzina euro zero, euro 1 ed euro 2 e i veicoli merci euro zero, euro 1 ed euro 2 diesel; ciclomotori e moto euro zero (omologati prima del 17 giugno 1999), euro 1 (omologati dopo il 17 giugno 1999); veicoli a uso speciale euro zero e autobus euro zero.
Decisive sono state le rilevazioni di martedì 12 (quando i Pm10 hanno toccato quota 62 µg/m³), mercoledì 13 (61 µg/m³), domenica 17 (57 µg/m³) e lunedì 18, quando il livello di Pm10 è schizzato a quota 83 µg/m³. Questo dopo un mese relativamente buono sotto il profilo dell’inquinamento: negli ultimi 30 giorni, infatti, solo altre 4 volte si era superata la soglia e tutte a metà dicembre (dal 19 al 22, quando i Pm10 sono oscillati tra i 63 e gli 87 µg/m³), poi nel periodo delle festività natalizie (complice probabilmente anche la zona rossa) il livello dell’inquinamento era sceso, anche in modo drastico (per Santo Stefano era arrivato a 9 µg/m³), per poi riprendere a salire nel post Epifania. —
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