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Famiglia con tre figlie bloccata dalla neve «Senza soccorsi per una settimana»
Vivono in località Civaco, nel comune di Fosciandora «Venga il sindaco a prenderle per portarle a scuola....»
Luca Dini
FOSCIANDORA. Senza soccorsi per oltre una settimana e con un proprio generatore per avere energia. È una delle storie che arriva dalla Garfagnana immersa nella neve. È la storia di Alessandro Lenzi e Almara Moscardini che, con tre figlie dai 9 ai 13 anni, abitano in località Civaco, a circa 900 metri di altezza, in una fattoria con animali. Il posto è isolato (ci sono da percorrere 3-4 km di strada sterrata per arrivarvi), ma nei giorni dell’emergenza loro si sono sentiti più che altro abbandonati.
«Non abbiamo avuto alcun tipo di aiuto dal comune – raccontano – abbiamo dovuto telefonare ai carabinieri per veder arrivare qualcuno. La nostra strada è stata solo parzialmente liberata e per giorni non è stato gettato il sale». Sono 15 anni che la famiglia Lenzi ha deciso di abitare qui e, poco distante, a Piandagli, si trova un’altra famiglia. Luoghi immersi nella natura, isolati per definizione, ma l’emergenza di inizio anno li ha messi a dura prova: «I disagi sono iniziati subito con la nevicata di Capodanno, 10-15 centimetri di manto nevoso e dal 2 problemi con la linea telefonica. Abbiamo contattato subito il sindaco, ma ci siamo sentiti rispondere che dal sopralluogo fatto non era stata ravvisata la necessità di intervenire anche perché a breve avrebbe piovuto». Invece...
Il 3 gennaio è tornata la luce, ma dal 4 e fino all’11 la famiglia ha potuto fare affidamento solo sul proprio generatore su una connessione telefonica scarsa: «Ma nessuno si è fatto vivo e la neve ha peggiorato notevolmente la viabilità. L’intervento dello spalaneve non è stato sufficiente. Così l’8 abbiamo chiamato i carabinieri». Una telefonata che ha fatto scattare l’intervento del centro operativo intercomunale che non sapeva della situazione: «Un intervento anche questo necessario, ma non risolutivo. Le condizioni della strada hanno bloccato persino i mezzi Enel con gli operai costretti a raggiungere a piedi con l’attrezzatura un traliccio danneggiato. Persino un loro mezzo pesante, seppur con le catene, è rimasto bloccato». Alessandro si è fatto coraggio e con la propria auto ha affrontato la strada pericolosa per le spese familiari: «Non potevo fare altrimenti, anche se non è stato facile lasciare sola la famiglia pensando che un’ambulanza, ad esempio, non avrebbe mai potuto raggiungerci».
Ora i problemi più impellenti sono per la didattica delle figlie e il foraggio per gli animali: «Per la scuola abbiamo chiesto l’attivazione della Dad. La scuola media per la più grande si è subito attivata, dalle elementari attendiamo ancora una risposta. Così come attendiamo ancora una risposta dal Comune. Gli operai Enel e alcuni volontari ci hanno chiamato più volte per sapere le nostre condizioni, dal comune niente». Alessandro lancia un ultimo appello: «Al sindaco chiedo di venire lui a prendere le bimbe per portarle a scuola. Stanno asfaltando la strada che porta verso le Prade, ma forse sarebbe stato prioritario intervenire su quella che conduce a due famiglie». —
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