Italia
Fipe, no a tutto campo al possibile stop alle 18 della vendita da asporto
La presidentessa Bianchi: «Non possiamo pagare noi le colpe di chi non rispetta le regole anti Covid»
lucca. Fipe Confcommercio parte all’attacco.Non va assolutamente giù ai titolari lucchesi di bar l’ipotesi che il prossimo decreto della presidenza del consiglio dei ministri (Dpcm) inserisca lo stop a partire dalle 18 alla vendita da asporto per i bar.
Sandra Bianchi, presidentessa provinciale di Fipe baristi Confcommercio Lucca, fa subito sentire la sua voce, in rappresentanza di tutta la sua categoria.
«Appare evidente – afferma infatti – che si tratterebbe dell’ennesima mazzata per uno dei settori più colpiti fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria in atto. Mazzata che farebbe ricadere ancora una volta sugli imprenditori, che seriamente e con grandi sacrifici seguono le regole in modo scrupoloso, colpe non loro. La decisione di ridurre l’orario dell’asporto - prosegue la responsabile di Fipe Confcommercio Lucca - viene descritta come una contromisura alla cosiddetta movida selvaggia. Ma quanto accaduto venerdì sera a Porta dei Borghi dimostra invece in modo chiaro che certi episodi, certamente condannabili, avvengono nella totale estraneità dei bar e dei loro gestori. Come rimarcato giustamente dall’amministrazione comunale e da Confcommercio, il comportamento degli imprenditori di Porta dei Borghi è stato esemplare, dal momento che hanno avvisato loro stessi le forze dell’ordine, e che sempre loro hanno invitato i presenti a spegnere la cassa che si erano portati. Poi, dispersa la folla, hanno ripulito la piazza dai rifiuti».
«Il nostro sindacato – prosegue Sandra Bianchi – ribadisce che i controlli sull’ordine pubblico non possono spettare agli imprenditori. Non è loro mestiere né compito. È lo Stato che deve farsene carico, consentendo ai baristi di svolgere il proprio lavoro, nel pieno rispetto delle regole. Limitare l’asporto alle 18 significa solo fare scaricabarile. Il nostro sindacato conosce la professionalità dei propri imprenditori. Conosce i tanti sacrifici fatti e le risorse economiche impegnate in questi mesi per sanificazioni, rispetto del distanziamento sociale e contrasto degli assembramenti. Per questo – conclude la presidentessa dei baristi lucchesi di Fipe – chiediamo che sia permesso loro di poter lavorare, senza ulteriori restrizioni». —
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