Il Tirreno

Lucca

Brinzi diventa Ungaretti e racconta la vita del migrante lucchese

Rossella Lucchesi
Brinzi diventa Ungaretti e racconta la vita del migrante lucchese

L’attore vestirà i panni del celebre poeta, molto legato alla nostra città Ad accompagnare l’intervista i ritmi delle milonghe brasiliane  

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l’evento

«Tutto il mio sangue è lucchese. Da origini che immagino remote, poiché discende da contadini. Non so quando venne, al contadino lucchese, la smania di emigrare, ma sono certo che egli, da sempre, possiede due nature: quella del nomade e quella del casalingo». Queste parole - pronunciate da Giuseppe Ungaretti il 15 maggio 1958 in occasione della cerimonia di conferimento al poeta della cittadinanza onoraria di Lucca - disegnano il ritratto perfetto del migrante lucchese. Incline a lasciare la propria Patria in cerca di fortuna, ma desideroso di tornarvi. Motivi che hanno indotto i Lucchesi nel Mondo a promuovere l’evento-omaggio al poeta, a cinquant’anni dalla scomparsa, che sarà trasmesso il 3 gennaio alle 21 su Noi Tv e sulla pagina Facebook dell’associazione, dalla sede del sodalizio, nel castello di porta San Pietro, per una sera trasformata in set cinematografico. A vestire i panni del celebre letterato sarà l’attore Marco Brinzi che, attraverso un appassionante viaggio autobiografico, ripercorrerà la vita avventurosa del poeta, ricordando aneddoti e vicende che lo videro protagonista. Dalla sua poltrona - come quando negli anni ’60 introduceva i telespettatori all’Odissea di Omero - passeranno, recitati in prima persona, i ricordi d’infanzia nel nord Africa, gli incontri da studente con gli artisti di Parigi e la guerra del Carso. Ma anche gli anni trascorsi in Brasile e il legame indissolubile con la “Terra madre” Lucca, dove tornava ogni qualvolta gli impegni glielo consentivano. Il progetto, realizzato in collaborazione con il Comune di Lucca, intende ricordare uno dei Lucchesi del Mondo più illustri. Nato ad Alessandria d’Egitto, dove i genitori erano emigrati da Lucca in cerca di lavoro, perse il padre, Antonio - che lavorava come operaio alla costruzione del canale di Suez - quando aveva due anni. A mandare avanti la famiglia ci pensò la madre, Maria Lunardini, che gestiva un forno di proprietà che le permise di far studiare i figli, Giuseppe e Costantino. L’interpretazione, ironica e brillante di Marco Brinzi, mostrerà quanto sia insita nell’animo dei lucchesi, la voglia di viaggiare, per poi tornare a casa e ricongiungersi col passato. Nella performance sarà accompagnato dai ritmi delle milonghe brasiliane, le sonorità più amate dal poeta, eseguite al flauto da Laura De Luca, con il chitarrista Marco Cattani. Un’intervista-concerto che ricorda quella rilasciata da Ungaretti in età avanzata al teatro Argentina di Roma quando, trascinato dalle vibrazioni sudamericane dei musicisti Vinicius De Moraes e Chico Buarque de Hollanda, batteva il tempo e cantava.

Un’esperienza importante per Marco Brinzi che non nasconde l’emozione di dare voce a uno dei maggiori uomini della cultura del Novecento. «Un viaggiatore instancabile - dice - che però ha sempre avuto Lucca come punto di riferimento, citandola più volte nei suoi racconti. Da lucchese - aggiunge - sono fiero di avere avuto l’opportunità di interpretare un personaggio di tale levatura culturale che spero possa essere esempio di quanto l’arte, in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo, possa diventare strumento di forza e speranza per il futuro che ci aspetta». —

Rossella Lucchesi

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