Il presidio
Vaccinate e messe all’opera: un premio alla sanità d’ufficio
LUCCA. Hanno fatto il vaccino e poi le hanno messe subito a lavorare per dare una mano con gli aspetti burocratici (non mancano mai) del Vaccino-day.
«Sono onorata e felice – racconta Valeria Corda, sarda di origine e lucchese di adozione, impiegata amministrativa impegnata negli uffici della direzione sanitaria del San Luca – Sono stata sorteggiata per fare la dose tra i primi, dopodiché la dottoressa Maielli mi ha chiesto se potevo dare una mano e ovviamente ho detto sì. Le persone che si sono sottoposte al vaccino passano da noi prima di andarsene: ci lasciano il consenso informato e noi stampiamo loro il libretto vaccinale e diamo l’appuntamento per il richiamo. In questo caso non è difficile: sono tutti il 17 gennaio».
Assieme a lei c’è un ’altra Valeria, che di cognome fa Lorenzi. È un ingegnere gestionale, una figura tecnica, e lavora negli uffici della direzione sanitaria del San Luca. «Come abbiamo vissuto l’emergenza? Sul posto di lavoro – racconta – Abbiamo fatto pochissimo smar working e ci siamo occupati della gestione del personale».
Per loro stare qui in questa giornata evento è anche un riconoscimento all’impegno e lavoro svolto. Fanno parte della “parte fredda” della sanità, quella d’ufficio che non si vede e di cui ci si accorge solo quando le cose non funzionano. Ma ha un ruolo fondamentale ed è bello che sia riconosciuto nel giorno del vaccino. —
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