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Lucca

«La politica non ritardi: ogni minuto perso mette a rischio una vita»

«La politica non ritardi: ogni minuto perso mette a rischio una vita»

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LUCCA. È stato il primo e ha dato l’esempio. L’infettivologo Sauro Luchi, primario di Malattie infettive, gli effetti del virus li ha combattuti ogni giorno nel suo reparto. E dopo aver visto di cosa è capace il Coronavirus non ci ha pensato un attimo a offrire il braccio per la somministrazione del vaccino. «È un momento di soddisfazione e di grande emozione – Realizzare un vaccino dopo solo 11 mesi dalla comparsa del virus è un grande risultato della ricerca scientifica, che come ho già avuto modo di dire è stata la nostra bussola in questa notte buia. Non è finita, dovremo portare ancora a lungo le mascherine e tenere comportamenti corretti ma vediamo la luce in fondo al tunnel. Ci tengo a dedicare un pensiero a chi non ce l’ha fatta, e purtroppo sono in tanti, o a chi ne è uscito solo dopo aver sperimentato sulla propria pelle l’insidia di questa malattia».

Due parole anche sui mesi passati in reparto: «Abbiamo superato una fase difficile da descrivere a parole. Il personale che ha lavorato in questo periodo in ospedale sa di cosa parlo: si è creata una rete tra noi, una rete che ci ha unito permettendoci di affrontare la pandemia senza esserne travolti. Ecco, vorrei che il lavoro svolto con sacrificio, professionalità e senso di responsabilità dagli operatori sanitari fosse preso ad esempio dalla politica a cui rivolgo un appello – conclude Luchi –: non ritardate di un minuto la somministrazione di questo vaccino, perché ogni attimo perso è una vita umana messa in pericolo. Al San Luca abbiamo ancora 50-55 ricoverati, non credo scenderemo molto ma soprattutto mi auguro di non risalire come a novembre». Due parole anche sul funzionamento del prodotto Pfizer: «Dopo la somministrazione di oggi tra tre settimane, il 17 gennaio, dovremo fare il richiamo: a quel punto, trascorsi sette giorni, il soggetto è immunizzato contro la malattia e lo rimane per un periodo che va perlomeno da 6 a 12 mesi. In ogni caso già dopo questa prima dose c’è una maggiore copertura».

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