Il Tirreno

Lucca

Il vaccino a Lucca scortato dalla polizia Ora tocca alle Rsa

Gianni Parrini

Le 45 dosi arrivate da Careggi, chiuse a chiave in un frigo La nuova mandata sarà per gli ospiti delle case di riposo

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Gianni Parrini

LUCCA. «L’hanno chiamato V-day e non è un caso: il D-day è il giorno in cui nel 1944 gli americani sbarcarono in Normandia per salvare l’Europa dal nazi-fascismo. Oggi, invece, l’Europa dà il via alle vaccinazioni che ci salveranno dal virus». Stefano Baccelli, assessore regionale alla Sanità, fotografa bene l’importanza storica del momento. È il giorno in cui gli europei hanno intrapreso la lunga strada che, nel giro di qualche mese, lì riporterà alla normalità. Anche Lucca scrive il suo nome in questa pagina dei libri di storia. Alle 9,30 al San Luca arrivano i primi vaccini della Pfizer. 45 dosi, contenute in una piccola borsa refrigerata, sono trattate come merce preziosa e scortate dalla polizia, che non abbandona il carico finché la dottoressa Marisa Anzilotti, responsabile della Farmaceutica ospedaliera, non mette il tutto in una cella frigo della palazzina economale. Chiuso a chiave.

Prima di iniziare con le vaccinazioni il personale sanitario ha ripercorso in un breafing tutte le procedure da compiere: da quelle burocratiche (anamnesi del paziente, consenso informato, ecc) a quelle mediche (fiale, aghi, guanti, ecc).

C’è attenzione, ma non tensione. Dopo mesi passati a fare a braccio di ferro col virus, si respira un’aria nuova, di speranza. Lo si capisce dal fatto che ci sono tutti, dai politici (l’assessore regionale Baccelli, ma anche la consigliera Valentina Mercanti e la giovane Laura Lionetti) ai dirigenti dell’Asl nord ovest (il nuovo direttore sanitario Luca Lavazza). A coordinare le operazioni è la direttrice sanitaria del San Luca, la dottoressa Michela Maielli. E poi ci sono i 45 vaccinandi: medici, infermieri, oss, amministrativi (leggi servizio a pagina 2-3, ndr). La Fase 1 della campagna di immunizzazione comincia alle 11. Il primo a sedersi sulla poltrona è il dottor Sauro Luchi, responsabile di Malattie infettive. Fatta l’iniezione parte un applauso spontaneo e liberatorio. Le operazioni si completano alle 14,30.

L’appuntamento con la storia è terminato e ora si guarda avanti. A quando arriveranno le nuove dosi: «Entro la fine del mese – spiega la dottoressa Maielli – E saranno destinate ai pazienti delle Rsa (1.122 quelle richieste da questa categoria in provincia di Lucca, ndr). Ancora non abbiamo stabilito un ordine, probabilmente partiremo con le Rsa più numerose. A occuparsi del servizio sarà un team ad hoc formato da medici infermieri e oss. Sul nostro territorio ce ne saranno due: uno per la Piana di Lucca e uno per la Valle del Serchio. Questi due team prenderanno le dosi al San Luca e andranno a fare le iniezioni direttamente nelle Rsa». Il prodotto della Pfizer come noto deve essere conservato a -75 gradi e questo complica le operazioni: «Il vaccino può essere conservato anche a temperature superiori per 5 giorni prima che si deteriori – spiega il direttore sanitario dell’Asl Lavazza – Questo ci dà margine di manovra. Ma finché non avremo le celle frigo le dosi di Lucca saranno stoccate a Pisa. Abbiamo un calendario dei rifornimenti e fino al 10 gennaio proseguiremo con le vaccinazioni. Dopodiché le nuove dosi in arrivo verranno destinate ai richiami dei soggetti già vaccinati. A partire dai 45 di oggi». —

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