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Lucca

IL SISTEMA VAGLI 

Alcuni imprenditori ai domiciliari ricorrono al Riesame

Luca Tronchetti
Alcuni imprenditori ai domiciliari ricorrono al Riesame

Dopo Turba anche Romei e Bertoncini si avvalgono della facoltà di non rispondere di fronte al gip Aracri

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VAGLI. Almeno tre delle cinque persone finite agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sul «Sistema Vagli» presenteranno ricorso al Tribunale del Riesame di Firenze per la revoca della misura cautelare emessa dal giudice delle indagini preliminari Antonia Aracri. Tra questi c’è l’imprenditore del marmo, Giorgio Turba, 73 anni, di Massa, il cui legale - al termine dell’interrogatorio di garanzia in cui l’ex presidente della Massese Calcio si era avvalso della facoltà di non rispondere - aveva chiesto al gip la revoca dei domiciliari. Revoca non accolta. Per questo motivo la palla passa al Tribunale della Libertà. Se il provvedimento cautelare reggesse anche all’urto del tribunale collegiale esterno con competenza di controllo, non solo di legittimità ma anche di merito, sui provvedimenti restrittivi della libertà personale emessi dal gip, allora l’inchiesta sarebbe ad una svolta importante e l’accusa avrebbe un’arma in più in sede processuale. Entro 10 giorni il tribunale fiorentino sarà chiamato a decidere.

Intanto anche l’imprenditore reggiano Roberto Romei, difeso dal professor Enrico Marzaduri e dal legale Gilioli di Reggio Emilia, e il geometra Marco Bertoncini dipendente del comune di Vagli, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere che, in uno Stato di diritto, è un facoltà concessa a qualsiasi indagato-imputato. Bertoncini, a cui non è stato fatto divieto di comunicare con l’esterno, ha ottenuto dal gip il permesso di uscire dall’abitazione per recarsi a lavoro.

Se gli imprenditori ai domiciliari sono caduti dalle nuvole alle domande del gip, diverso è stato il comportamento processuale di Mario Puglia, che ieri ha compiuto 71 anni, e che resta ai domiciliari. Dalle 13 alle 20 di martedì ha risposto, in modo garbato e contenuto, ai quesiti del gip per quanto riguarda gli appalti sui lavori di somma urgenza e quelli per il Parco avventura. Per quanto riguarda l’acquisto dei terreni vicini alle aree di cava poi rivenduti l’ex sindaco, attraverso i suoi legali, produrrà una memoria difensiva. Puglia ha difeso il suo operato di pubblico amministratore sostenendo che le indagini sono frutto delle campagne denigratorie dell’opposizione. Non ha dato risposte dettagliate sulle procedure nelle gare d’appalto in quanto a suo giudizio a quelle domande dovranno rispondere i tecnici comunali e quelli delle società esecutrici. —

Luca Tronchetti

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