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«È un preparato efficace e sicuro Non credete a chi dice bugie»
L’appello del primario di cardiologia Francesco Bovenzi che sarà tra i primi vaccinati: «Un grande successo della ricerca»
l’intervento
Francesco Bovenzi
I virus hanno una propria intelligenza biologica che sostiene il loro vivere da parassiti, sempre pronti a sferrare insidiosi attacchi invisibili alle cellule dell’uomo. Le vaccinazioni hanno regalato all’umanità il controllo di malattie altamente contagiose e spesso mortali. Nel 1980, dopo migliaia di anni, il vaiolo è stato ufficialmente dichiarato scomparso dalla Terra, eradicata la poliomielite, diminuita l’incidenza del morbillo, controllato il tetano, la difterite, la rosolia, lo pneumococco, la pertosse e l’epatite, solo per citare alcune delle pietre miliari del progresso medico. Negli ultimi 20 anni il mondo ha subito sei grandi epidemie virali: quella della nuova influenza H1N1, l’Hiv-Aids, Ebola e le tre da coronavirus (SARS, MERS, Covid-19). La risposta del mondo scientifico all’attuale pandemia è stata forte e globale. Sono oltre 7.000 gli articoli pubblicati su riviste mediche. Dall’inizio dell’anno sono stati registrati circa 4.300 programmi di ricerca sul sito ClinicalTrials.gov, il più grande registro pubblico di studi scientifici, di questi oltre 600 sono di intervento. Ad oggi sono circa dieci i vaccini entrati nella fase di test sull’uomo e 80 sono ancora in una fase preclinica di studio. Avere già disponibili dei vaccini di grande efficacia, sviluppati in meno di un anno su un numero elevato di persone, è un record assoluto e inatteso, uno dei più grandi successi della ricerca clinica dei tempi moderni.
Questa è la realtà scientifica, il resto sono fondamenti non verificabili, un’umiliazione della ragione. Il vaccino non contiene il virus attivo e non può causare la malattia. La sua efficacia è altissima per circa un anno dopo una settimana dalla seconda dose, mentre la sicurezza è garantita dalle fasi di studi rigorosi su 44.000 cittadini in sei Paesi. Il Covid-19 spaventa come un mare tra tempeste e maree, perché sfrutta le nostre deludenti armi espresse in un contesto in cui troppi trattamenti sono stati adottati senza basi e prove scientifiche. Persino l’impiego di anticorpi monoclonali ha fallito come dimostra uno studio pubblicato in questi giorni. È un’ulteriore dimostrazione che in medicina le supposte scelte logiche si rilevano spesso fallaci se non validate con studi clinici.
Nel controllo del Covid-19 solo i vaccini testati, che verranno distribuiti gratuitamente, potranno rappresentare nell’immediato l’intervento di maggiore efficacia, capace di ridurre la mortalità, permettendo la produzione di anticorpi specifici che impediranno l’ingresso del virus nelle cellule. Questa campagna vaccinale rappresenterà un’ulteriore sfida scientifica e organizzativa, ma soprattutto una forte speranza per l’intera umanità. Ogni lungo viaggio comincia sempre con un primo passo, come accadrà oggi a Lucca, questa volta sulla strada della fiducia ritrovata e della speranza che tanti possano seguire l’esempio.
Chi pensa che la campagna di vaccinazione sia una sperimentazione rende un’intollerabile offesa alla scienza, amplificata dai social media. Quando i preconcetti e le fake news occupano il posto della medicina delle evidenze, la salute pubblica è a rischio. Non dimentichiamo che chi crede alla disinformazione ha meno probabilità di seguire le raccomandazioni di salute pubblica, mettendo di conseguenza a rischio la propria salute e quella degli altri. È compito di ogni medico, con la voce della ragione e una maggiore umanizzazione, ridare fiducia alimentando la cultura delle conoscenze per sostenere la più ampia adesione alla vaccinazione. La necessità di una buona comunicazione scientifica non è mai stata così grande come lo è oggi, anche perché la nostra esistenza è stata trasformata da una lezione di umiltà, capace di impoverire la presunzione dell’uomo moderno di avere il controllo totale della natura e del suo destino. Per uscire dalla pandemia è necessario un cambio nel modo di pensare e di essere uomini tra uomini, sia da parte delle istituzioni, sia del sistema sanitario e non ultimo dei cittadini. Sui vaccini non bisogna avere dubbi, a oggi non ci sono prove che le nuove varianti possano determinare una malattia più grave, sebbene venga rilevata una maggiore contagiosità. Una riflessione scientifica che fonda sulle più significative evidenze deve essere chiara ai più scettici e attendisti: i vaccini attualmente in distribuzione a Lucca come nel resto d’Italia, in Europa come nel mondo, sono capaci di produrre anticorpi contro molte regioni della proteina responsabile del male: è improbabile che le poche o tante mutazioni in fase di replicazione del virus possano renderlo meno efficace. Anche per questo bisogna far presto. Un ulteriore messaggio tranquillizzante è che la ricerca riesce sempre a trovare le giuste risposte a ogni nuovo problema clinico. In questi casi, man mano che dovessero verificarsi dei cambiamenti genetici del virus sarà possibile adattare il vaccino, così come accade per l’influenza stagionale. Solo la medicina potrà restituire salute e libertà alla fine di un anno turbolento, ribelle, sofferto per la nostra vita, ma non privo di coraggio. Con i nuovi vaccini non sarà un’utopia controllare nel nuovo anno la diffusione virale, proteggere una società civile resiliente e un’economia precaria. Basterà avere fiducia, non perdere la speranza e credere nei progressi della medicina. Questo è il mio augurio. —
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