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IL SISTEMA VAGLI 

Puglia risponde alle domande del gip

Puglia risponde alle domande del gip

Dopo la sospensione dalle funzioni di vice sindaco  fornisce da remoto la sua versione alle varie contestazioni

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VAGLI. Se gli imprenditori Tiziano Pandolfo e Giorgio Turba, accompagnati dai loro legali, avevano deciso di fare scena muta avvalendosi della facoltà di non rispondere prevista da nostro ordinamento giuridico probabilmente in attesa di studiarsi meglio atti e contestazioni, diversa invece la strategia processuale dell’ex sindaco di Vagli, Mario Puglia, 71 anni da compiere il 29 dicembre, da oltre vent’anni sulla cresta dell’onda e adesso agli arresti domiciliari con divieto di comunicazione con l’esterno. Per gli inquirenti è ritenuto il dominus dell’organizzazione e accusato di aver messo in atto per anni un sistema di malaffare: promotore di un’associazione per delinquere. In pratica dentro il comune di Vagli esisteva un’organizzazione radicata sul territorio e capace di condizionare la vita economica e imprenditoriale della comunità e in grado di compiere negli ultimi 5-6 anni un notevole numero di reati (una sessantina gli episodi contestati dalla procura) che vanno dalla corruzione alla truffa, dal falso ideologico all’abuso d’ufficio, dalla turbata libertà di scelta del contraente al riciclaggio sino al peculato. In sostanza un sistema malato con Puglia che, per l’accusa, utilizzava il Comune, quindi la cosa pubblica, come un’azienda privata e personale e al suo progetto partecipavano attivamente gli altri amministratori pubblici della zona, i loro familiari e imprenditori del settore marmifero ed edilizio.

Assistito dal suo legale, il professor Enrico Marzaduri (sostituito per la circostanza dalla collega Serena De Angelis), ha parlato difendendo a spada tratta la bontà del suo operato e, almeno parzialmente, ha risposto alle domande formulate dal giudice delle indagini preliminari Antonia Aracri sul cosiddetto «Sistema Vagli».

Almeno 8 ore di interrogatorio che tuttavia non sono bastate agli inquirenti e che presenterebbero lacune e passaggi a vuoto che saranno colmati, dopo le festività natalizie, con la presentazione da parte dell’indagato di una corposa memoria difensiva attraverso l’ausilio di consulenze tecniche per quanto riguarda, ad esempio, i verbali per gli affidamenti alle ditte esterne (Pandolfo e Romei )per i lavori di somma urgenza.

Oggi proseguiranno gli interrogatori di garanzia con l’imprenditore di Castelnovo nè Monti, Roberto Romei, 55 anni, uno dei «sodali» che attraverso la società a responsabilità limitata avrebbe effettuato lavori di ripristino e messa in sicurezza di strade della zona. —

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