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Lucca

la sentenza 

Via immobili, soldi e auto a un pensionato: chi è la badante condannata

Luca Tronchetti
Via immobili, soldi e auto a un pensionato: chi è la badante condannata

Due anni e 4 mesi anche al figlio accusato di ricettazione. Gli episodi risalgono al periodo che va dal 2007 al 2014

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LUCCA. Una domestica e il figlio sono stati condannati dal giudice monocratico Nidia Genovese rispettivamente con l’accusa di circonvenzione d’incapace e ricettazione alla pena di due anni e quattro mesi di reclusione e al pagamento di una provvisionale di trenta mila euro ciascuno.

Si tratta di Angela Baccelli, 63 anni, di San Vito e del figlio Marco Aurelio di 33. Stando all’accusa si sarebbero approfittati delle condizioni di salute di un ex ufficiale della Marina e già dirigente bancario deceduto nel 2015 per indurlo a vendere a prezzi stracciati tra il 2013 e il 2014 due appartamenti in via dell’Aeroporto e in via Corridoni in modo da impossessarsi del ricavato. Non solo avrebbero indotto l’anziano a vendere una Fiat Punto e infine si sarebbero intascati i suoi risparmi per un importo che supera i duecentomila euro.

A scoprire l’ammanco sono stati i due figli - costituiti parte civile nel processo penale - dopo che l’anziano genitore ultraottantenne ha accusato un malore, è stato costretto al ricovero in una residenza sanitaria assistita della Lucchesia per le cure riabilitative del caso e, in virtù dei problemi di natura neurologica, è stato affidato ad un amministratore di sostegno nominato dal giudice. E proprio in quel frangente i parenti del pensionato hanno scoperto che il patrimonio del loro genitore era quasi svanito in conseguenza di prelievi ritenuti ingiustificati.

Da lì è partita la denuncia finita sul tavolo del sostituto procuratore Sara Polino che, dopo gli accertamenti di rito da parte delle fiamme gialle che hanno riguardato un lasso di tempo che va dal 2007 al 2014, ha chiesto il rinvio a giudizio. In quel periodo di tempo la badante, che già agli inizi degli anni Duemila aveva conosciuto l’ex dirigente di banca in quanto aveva prestato servizio in casa sua per assistere la moglie gravemente ammalata, avrebbe approfittato dello stato di infermità mentale del pensionato guadagnando a poco a poco la sua fiducia incondizionata e inducendo a consegnarle denaro contante per circa 50mila euro e assegni bancari per 60mila euro alcuni dei quali successivamente intestati al figlio della donna di servizio e riconducibili a parte delle somme ricevute per la vendita dei due immobili posti nel territorio di Pisa. Anche la Fiat Punto dell’ex militare sarebbe stata data in permuta per acquistare un’Alfa Romeo Giulietta poi utilizzata dal figlio della badante Stando all’accusa la presenza della domestica era talmente ingombrante che gli atti notarili di vendita di beni mobili e immobili avvenivano alla sue presenza. Accuse che il legale dei due imputati ha rimandato al mittente sostenendo la legittimità delle operazioni svolte dall’anziano che risiedeva a Monte San Quirico. Probabile, una volta depositato il dispositivo della sentenza, che il legale degli imputati ricorra in Appello. —

 

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