Il Tirreno

Lucca

Una consulenza psicologica contro il trauma delle chiusure

Una consulenza psicologica contro il trauma delle chiusure

Nato da un’idea del ristoratore Samuele Cosentino  il progetto di Confcommercio guarda a un lato dimenticato

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LUCCA. L’emergenza, e la successiva crisi, possono colpire in molti modi, alcuni sono palesi, quasi ovvi, altri invece, non sono così evidenti all’esterno, ma non per questo sono meno pesanti per li subisce. È quella sorta di “cancellazione d’identità” che accompagna la sospensione – sia pure temporanea – di un’attività lavorativa, e che diventa forte nel caso del commercio e di un territorio come Lucca dove dietro a ogni negozio, a ogni esercizio, ci sono spesso radici profonde. Ecco, per cercare di superare anche questa criticità, solo all’apparenza “secondaria”, Confcommercio Imprese, insieme all’associazione Consulenza per la famiglia, ha messo in campo un servizio di supporto psicologico.

L’iniziativa è stata illustrata ieri dall’associazione di categoria. «Il Covid rappresenta un disastro – ha esordito il presidente di Confcommercio Lucca Rodolfo Pasquini – è un disatro sotto il profilo sanitario, ma è un disastro anche nel mondo economico. E questa condizione, le incertezze che ci accompagnano quotidianamente, il pensiero che ci accompagna sul cosa accadrà il giorno successivo, col pensiero su ciò che dobbiamo fare con i nostri collaboratori, con le banche, con i fornitori. Un assillo che è devastante sotto il profilo psicologico».

Da qui l’idea di dar vita a questo servizio, idea che ha trovato una sponda appunto nell’associazione Consulenza per la famiglia di Lucca, che metterà un team di 12 professionisti, fra psicologi e avvocati, a disposizione di imprenditori e collaboratori di azienda in questo momento prigionieri delle proprie paure e delle incertezze.

Ad avere l’idea di questo progetto è stato il noto ristoratore lucchese Samuele Cosentino, associato a Confcommercio, che lo ha proposto alla propria associazione, trovandone subito il sostegno.

«In realtà una riflessione su questo tema aveva cominciato a prendere forma già durante il primo lockdown – racconta Cosentino – spesso mi trovavo a parlare con i colleghi alle due di notte, anche colleghi di realtà solide, che non si trovavano in situazioni economiche pesanti. Eppure queste telefonate assumevano spesso risvolti anche drammatici. Questo quando si guardava all’individuo imprenditore, più che all’impresa. Questo perché ci sono tante attività storiche, che sono storie di famiglie. Questo è vero in tutti i settori, e in particolare nel mio, quello della ristorazione, con locali che sono rappresentati da persone. Ormai spesso, quando usciamo, non diciamo “andiamo a mangiare al”, citando il nome del ristorante, ma diciamo “andiamo a mangiare da”, citando chi lo conduce. Ecco, per molti chiudere la propria attività vuol dire chiudere loro stessi, perché conosco tante persone senza aziende, ma non conosco nessuna azienda senza persone. Per questo occorre dare ascolto alle persone affinché non si perdano, affinché non perdano la fiducia nelle loro aziende, nelle istituzioni e peggio ancora nel futuro. Per non trovarsi a curare la società di domani mentre le aziende se ne vanno a rotoli, investiamo sulle persone oggi, e domani saremo capaci di risollevare, come sempre è successo, il destino di questo Paese con la forza soprattutto del tessuto formato dalle piccole e medie imprese e le persone che le mandano avanti».

Ecco qua l’importanza di dare agli imprenditori quel supporto psicologico, che permetta loro di superare questo periodo terribile anche nella propria mente, nel proprio spirito, in attesa di una ripartenza che dovrà arrivare «e per la quale dovremo essere pronti – ha concluso Cosentino – e servirà essere pronti, prendendo anche ciò che questo periodo, sotto forma di nuove abitudini o di nuove tecnologie, ci lascerà in eredità. Questa è un’idea che non dovrà fermare a Lucca, ma da riprendere in tutta Italia».

Nel dettaglio dell’iniziativa è entrata Patrizia Giannoni, presidentessa dell’associazione Consulenza per la famiglia, attiva sul territorio di Lucca da oltre 40 anni: «Il nostro progetto è stato sposato da Confcommercio e si rivolge ai commercianti che, prima di tutto, sono persone con le loro fragilità. Perché Confcommercio? Perché quando domani torneremo a “volare” occorreranno al timone delle aziende persone forti, lucide e fiduciose. Avremo bisogno di individui carichi ed entusiasti capaci di riaffermarsi in un mercato con regole, meccanismi e strumenti nuovi, ma anche opportunità da cogliere. I punti di forza di questo progetto sono tre: gratuità, anonimato, completezza del servizio. Non sarà il solito sportello che indirizzerà le persone verso un servizio a pagamento, ma un percorso completo per ridare alle persone il coraggio di accettare l’idea che serva loro un aiuto oggi, per ripartire più forti domani» . —

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di Redazione web