Il Tirreno

Lucca

il lutto 

Muore a 47 anni Massimo Pia Con i suoi scatti ha raccontato Barga

Nicola Bellanova
Muore a 47 anni Massimo Pia Con i suoi scatti ha raccontato Barga

Stroncato da un malore mentre lavorava in casa Da anni era il fotografo ufficiale del Comune

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Nicola Bellanova

barga. La comunità di Barga si è svegliata, in un freddo martedì prenatalizio, con una notizia che ha squarciato il silenzio nella Valle. Massimo Pia, conosciutissimo fotoreporter nato e cresciuto nel capoluogo, se n'è andato.

È morto per un malore, davanti al pc e quelle macchine fotografiche che erano la sua vita, la sua occasione di riscatto, il suo biglietto da visita. A soli 47 anni, in camera sua, discretamente, come è sempre stato nella sua breve vita.

A nulla sono valsi gli interventi della sua amatissima compagna Elena e dei suoi genitori, a nulla sono valsi i tentativi di salvare Massimo, a nulla è valsa l'illusione, da parte di tutta la gente che lo conosceva, che si trattasse di una fake news.

Massimo Pia, da vent'anni ha raccontato la cronaca di Barga, in modo discreto e professionale, quasi timidamente ma con grande umanità. Come del resto, lo era lui, timido ma profondamente pieno di quella umanità che altrove si sbandiera ma poi non si ritrova.

Figlio dell'ex assessore comunale Renzo Pia (nei due mandati della giunta Sereni e per due anni nella prima stagione dell'era Bonini) e della mamma Loriana, il giovane reporter dal 2004 era diventato, con regolare incarico, il fotografo ufficiale dell'amministrazione comunale di Barga. E i suoi scatti hanno raccontato tutto, dalle alluvioni alle centinaia di inaugurazioni e feste, alle tragedie cittadine, che sono le tragedie di tutti noi. Le indagini accerteranno le cause di questa morte naturale, ma di certo, il dolore della comunità locale è tangibile e forte.

Un ragazzo d'oro, Massimo, che con Elena aveva trovato la voglia anche di crearsi una vita senza fronzoli, col sogno di una famiglia. Dove c'era un evento, c'era lui, ad ogni ora e in luogo. La famiglia Pia vive in uno stabile nel Castello, una famiglia radicata a livello sociale, una famiglia distrutta. Gli ultimi istanti dell'esistenza di Massimo erano quelli delle sue abitudinarie giornate di lavoro e passioni personali: le foto, le sue macchine fotografiche, l'informatica, la musica da discoteca anni '90 che ascoltava “a palla”.

Ufficialmente, l'incarico che ricopriva per l'amministrazione comunale da più di quindici anni, era giustificato da un contratto di lavoro presso una cooperativa di servizi della zona, e soprattutto quella sua disponibilità e dedizione al lavoro unita all'educazione avevano fatto sì che il giovane fosse “adottato” da Palazzo Pancrazi. Una famiglia unita, ora distrutta per colpa di un destino infame. Sui social, le parole si sprecano, ma toccante è il pensiero del sindaco di Barga, Caterina Campani: «Questa è una di quelle mattine che vorresti cancellare, oggi siamo tutti tristi e sconvolti per la tua perdita. Caro Massimo Pia, hai immortalato Barga in tutta la sua bellezza e ti voglio ricordare con una foto che mi mandasti l'anno scorso, appena terminata la nuova illumininazione degli Archi della Ripa e del Duomo. Mi lasciò senza fiato per la bellezza e voglio ricordare la tua felicità per quelli scatti. Sarai sempre nei nostri cuori». —

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